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che in eſſa tutte le coſe, che da noi ſi ueggono, o ſi odono, o ſi penſand, cosil ſuggello nella ceras ageuolmente Simprontano, e che, mentre ui dura ilſegnosci ricordiamo,& ſappiamo; ma come il ſegno/ parte, ci ſcordiamo,piu non ſappiamo. Et nel Phedone dice, che il ſapere ꝭ un ritenere lapFreſa ſciẽxa di alcuna coſas et nò la perderès e che L obligo e la perdita dellaſcienxa. La memoria( dice Quintiliano)è aiutata aß ai dalla intentionedella mente alle coſe,& dalla cogitatione aſſidua intorno à loro. Et perqueſto, l uſo de ſcrittiꝛſecondo il parer di Platone ofta alla memoria, per-che manco intendiamo,& meno S affiſſiamo ſopra quellè coſe, che dentroze ſoritti cuſtodite habbiamo. Quanto poi conlo ſtudio ſia aiutatala me-moria naturale, lo moſtra leſſempio di Themiſtocle, che in un anno imparo ottimamente di parlar Perſianose Mithridate che poſſedeua uintiduelinguaggi,& riſbondeua a uintiduè nationi diſferenti, alle quali egli imPeraua:e Craſſo che in. Aſia imparò i cinque linguaggi della Grecia talznente, che rendeua ragione ſecbdo il hiſogno in tutte le linguese Ciro chezennè alla memoriàa i nomi di tutti i ſuoi ſoldati; e Theodette, che albimProuiſo,& ſubito recitò una moltitudine grade di uerſi uditi da un altro.Cinea legato di Pirrho mãdato d Roma imparò in un giorno i nomi di tutti iſenatoriide quali diede relatione d Pirrho, che li parue di vedere tanri Re in cathedra. Giulio Ceſare: ſecondo Plinio, in un i ſteſo tempo dauaaudienza, leggeua,& dettaua. Hortenſio Romano recitaua le ſuè orationid parola per parola: ſecondo c he le ſoriueua,& mirabili coſe ſi recitano diCharmide in Grecia,& d Helio Adriano, di Portio Latrone, di gcipione,di molti altri. Ma chi vuol vadere piu gran copia d eſſempi, legga Gio
uanni Camerte ſopra il capitolo ſettimo di Folino. Hor quꝭſto bafli. N
Annotatione ſopra il. lx. Diſcorſo.
Per queſto ſogetto della memoria uedaſi Celio Rhodigino, al lib. Vndecimodelle ſue antiche lettioni,& ca p. ottauo& coſi il cap. 1. del libro ſeſto. Et uarie 8coſe s hanno da Celio Calcagnino, come nell Indice delle ſue opere può uederſiCoſi in Pietro Crinito, nel primo lib. de Honeſta Diſcip. al cap. ſeſto.
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DE TINTO RI. Pi. xlj
FEWO NO piu preflo i Tintori detti latinamente Fullonesalla uaghexxa,& ornamento di queſto mondo, che vera-mente ſian neceſſarij con lartè loro trouata affine che hob4 chio ſi diletti nella narietd de colori ſi come fu nella pittu5 ra harimente. La onde il meſticro ha del ciuile quanto alLeffettosſe ben nel farlo ha dello ſporco,& dell immondo, comè i TintoriHanno le Mani, eil viſo de lor colori tutte imbrattates e lorde. H uſpetta alProfaſſore di queſt arte intender heniſſimo tutte le diſferenge, che ſi trouano
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