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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„ NIV ERS AE E. i 549Re Ruictica, dimoſtra nõ men chiaramꝭte quato Puſura foſſe in odio preſſu

4 Romani cõ quelle parole. Maiores noſtri hoc habuerunt,& ita in legi-

bus poſi uerunt, furem dupli cõdemnare, Feneratorem quadrupli:& cicerone, ſcriuendo ad. Attico, recitas che i gal amini, volkdo fare uſura nonpotero, cõcioſia che lalegge Gabinia lo vietaua eſpreſſam te,& prohibi15. il Biõdo, nel. libro della ſua Roma Triõfa te, narras che Aleſddro

genero nato di dõna Chriſtiana,& huomo da bene prohibꝭ q Senatori RManic he nõ deſſero ad uſura. ma ſi cõtentaſſero ſolamtte di riceuer qual

che coſa in dono:& chꝰegli fu il primo, che riduceſſe luſure à tre per cen

to. nõ eſendoſi tenuto ſi ſretto cto di quelle per auanti,& maſſimeè innã-

Salla lege delle dodici tauole che le uieto cõ grandiſſime penè,& caſtigo de gli vſurari. Nelbantica legge ſi vede in piu luoghis che fu eſpreſſa-mete prohibita agli Hehrei. onde nel Deuteronomio al vigeſimo terxo.

ꝭ ſcritto. Nõ ſernełaberis fratri tuo nell Eſſodo al vigeſimoſecondo. Nec

uſura opprimes eum. nel Teuitico al vigeſimo quinto. Ne accipias uſurã

ab eo. in Nebemia al quinto. Vſuras ne ſingulis a fratribus ezigatis ue-

iris. e il Profeta cõ voce del diuino oracolo proclama, che no può habitare nel tabernacolo del Signore coluis che da ad uſura. Sato Ambrogionel terxo de ſuoi vſſicij chiama l uſura un latrocinio vero:& nel libro

dęe Bonò mortis, la chiama vna rapina. Dauid Profeta la chiamæ una uo

ragine, dickdo de gli uſurari. Qui deuorãt plebem meã ſicut eſcã panis.F. Giouan Chriſoſtomo ſopra il quinto capitolo di S. Matt heo, ſomiglia lapecunia d uno uſuraro al morſo d un aſpide, pc he ſi come un morſo da unaſpide par che g addormbti nel ſonno cõ diletto, indi muore, coſi un chericeua pecunia da uno uſuraro, par che ſenta vtile,& commodo, ma in ef-fetto Vuſura lo deuora,& diftrugge. Cuindi che tutti i popoli del mõdohanno ab horritase dete ſtato ſammamłte luſire: Narra Cornelio Tacito,

Ambtuo-

gio Santo

8, GiouanChriſoſt.

che i Germani l hebber ſempre per una roſa eſſecrabile. Oli Indiani mat

hammeſiero ſea loro. I Scithi( come raccbta Giuſtino)nõ ſolam te non cuirau ano le uſure, ma ſpreqgauano anco l arg ent,& oro tanto dallaltrenationi a pprex gato. gli Athenieſi furon tanto inimici de gliuſurariichenel Foro loro fatb um fuoco grãcdigſimo, ab hbruggiarono un d tutte le ſcritture di quelli;talche. Ageſilab eſclamòs che mai ne giorni ſuot haueſa uiAo un fuoco piꝭ ep iaro,& piii ſplEdido di quello. i Lacedemoni heb heroper coſa abhominabile uon di odo L uſiir a pche Licurgo lor legislato-re inſtitub, ch ogni coſa ſi cõpraſſe con permuta di rob bad et cõpꝭſatione dimerci, ſracciâdo I uſo nefando della pecunia afſatto dalla Republica 10.ro. Di Tucio Tucullo ſi legges che da tutti fu laudato,& cb diuini honoricelebrato pc he cacciò della Prouincia di Aſia tutti gli uſurari a un tratre. Per la leggeè ciuileret la canonica inſieme tutti gluſurari 5 notatiami et Saccadeſſe ch um fratelloæ pgindicio dell altro inſtituiſſe heredee 5 Mm 3 vn