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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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* NIVEA A L E. 587Pi ſeguita di tal combattimentorſia coſa iniquaime digna d eſſere amm eſeaa palto alcuno,& Alando, inſieme con Reymondos con Hoſtienſes con Cof Alano.Fedor e g. Tomaſo in 2. 2. ſoſliene, che il duellare, ſenꝭa eccettione alcu-.na, ſiaſempre illecito,& che quella conſuetudine ſia vm abuſo,& vna L Hoſtiseſpreſſa corruttela de gli huomini del mondo. Et à que ſta opinione con ſe.corda la legge naturale, civè l'inſtinto di natura, ohe pronitne da vna ra Goffredo

5 5 8 5 5— Viůef egioneuole intelligenqas chiamata equitd naturale: coſilalegge diuina in ſo.

quel precetto. Non ſentabis Dominum Deum tuum,& in quell al-tro. Non occides, il qual precetto propihiſce ogni pericolo eſpreſſo diſpontanea vcciſtione. Coſi la legge ciuile, nel capitolo de Gladiatori-bus. e parimentelalegge Canonica alla cauſa ſeconda& queſtione quin Sonciltl 5„ 7 onciliela per decreto di Papa Nicolao. Ma il Concilio di Trento, alla ſeſſion. e d Trentocap. Y. deteſta di maniera l vſo del dubllos che ſcommunica tutti ĩ Pren.cpi,& bignoris che dan campo franco d que Sti duollanti ſecido ehe in Perugia fu altre uolte il campo di Battaglia d Napoli la Carbonaras et d Paua un certo altro luogo ſinile, e gli priua di ogni dominio, e giuriſditioneſoprai luoghi hauuti dalla chieſa:& ſon fbudi, dichiara che vadino à di-retti ſignori loro. Di piu ſcommunica tutti quellis ch entrano in duello&gli conſiſca tutti ĩ beni temporali e gli dichiara infami perpetuametecnella qual parola ſon chiariti gli. Auttori Morali delle leggi dell honort)&.hoinicidi inſieme coi lor Padrini, e ſinalmente aggionge la ſbommunica àtutti quellij che ſuadono altri a duellare, o che gli dan conſiglio, o che ſonſpettatori di queſto ſierose beſt ial contraſto dal demonio maladetto certa-mente inuentato. a che? ancora i Barbarꝭ᷑ iſteſſi appreſbo a quali eraluſodel duello giudiciale molto anticone dicono male,& abhorriſeonoſommamente: concioſia che Rotaro Re de Lõgobardi chiami queſta uſanda impia.& dica di parerli molto ftrano, ehe ſotto un ſcudo,& in unſolo com batti-meto l huomo hab bia a perderè ciò clvegli ha,& appreſſo il medeſimo dice queſte parole. Noi ſiamo incerti del giudicio d Iddio,& hab biamo udtro che wolti hannb perdnto la cauſa, quantunque P haueſſero giuſta: maperl uſand a della noſtra gente, noi non poſſtamo nic tare queſda legge 2bia, e Federigo Imperatore dice. La Monomachia cheſi chiama uolgarmente Duello, eccettuati alcuni poc hi caſi, vogliamo che perperua-ente ſia handita ſtaĩ Baroni della noftra giurisdittione: la quale nonſ puo dir tanto uera proua, quanto una certadiuinatione, laquale L di-feordante dalla natura iſteſſa; e lontana dalla legge commune,& dal-la ragione delbequitd. Il mnedtſimo alſerma Papa Innoc entio terxo, il- Innocen-qual rac conta, ohe eſſendo acciſuti di furto certi S poletini, furon e1 4 ponerſi al Duèllo, nel quale eſſendo Nati uinti, furon priuati di tuttii lor beni dai Conſoli di æpoleto,& che poco da poi trouatoſi il furto ap-preſſo non ſo ch altri, fuſcoperto caramentes che quei pouerelli, quan-runquè vinti in duello, erauo inuocenti di tale imputatione. le ragionianco