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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Tron qual prolungatione di piaceres con quul ſcambiamento,& con qual rinouatione cerchius inueſchiareè ĩ giouanetti ineſpertije farſegli ſeruitori,e ſchiaui ad ogni lor piacere. Dous che harte meretricia ſi paleſa& ſi publica per mei inſiniti ohe da gli incanti amatori ſqunente auuertiti non ſono, per eſſer loro troppo ſciaplici,& eſse madri d ogni aſtutia,& malitiache imaginar ſi poſſa. Con che arte penſi che Simponghino i nomi di Gi-neura, di Virginia, d Iſabellasd Olimpia, d Helena, di Diana, di Lidia, diVittoria di Laura, di Domitiad di Lauinian di Tucretid, di Stella, di Pelia,di Florus ſe non per captiuar cla uaghexxadè i nomi i cori giouanili, che

8 pax gamente poi chiudono in lettere doro queſti nomi ſoaui,& con diuer

0 ſi madrigali,& ſonettid uannoſo he rx ado intorno alle lor lodifucendo riſuo

nari monti i coli le piagges i boſchi,leſelues ele uerdurè di coteſti nomif delle rime loro amoroſe eſtremamentè fauoriti? Perche penſijschè troui-ö no i riſt ue aaſvle pietoſe lagrime, i piãti compaſſioneuolile parole ſoaui,le carex ge gentilile promeſſe dolcis baci amoroſiiſe non per ineſc ar al-4 me di aniera tale, che come impaz dite o dicanb, oſcriuano che quei riſi 1ſonori ſono della uaga Cithereas quelle lagrime, ſono le lagrime di Didone5 per Eneaꝰ quei pianti ſono i pianti d Echo per Narciſo? quelle parole ſonoN le parole di Palladeè innamoratas quelle carex xe ſono le care xe di Dafnefatte ad Apollo? quelle promeſſe ſono le promeſſe di Ciunonè a Paride?1 Jui baci ſono i baci di Venere al ſuo Adonè? Onde penſochè naſcano i ca5 a ti i ſuoni, i ballii giuochi, le feſte, le uegghiè ĩ conuitioi diporti loro, ſe nõ0 da quell intento d Hauer Lapplauſo, il commercio, il concorſo della tur-

ö ba infelice di queſti amantii che rapiti da quelle uoci angeliche,& ſopra-1 ne, attratti da quei ſuoni diuinid di arpicordi,& lauti, impaxxiti in queiI moti ein quei giri loro tanto attrattiui, conſumati in quei giuochi ſpaſſeuoli, dileguati in quelle feſte gioliue, addormentati in quelle uegghie pelegri9

ne, imment in quei conuiti di Venere,& di Bacco, morti nel mexgzo diquei ſoaui diportizreſtino prigioni,& ſerui del lor fallace,& inſidioſo amoi res Con que ſio ſine iſteſbo adornano i letti di padiglioni di raſos di coperte* di ſeta, di lenxoli di renſo, di coſſini ricamatis di lettiere intenſiate, di tapetiJ turc heſchi le tauole, di cadreghe di veluto le ſale, diſeanni minutamente0 5 lauorati le camere, d argentaria le credenxeę, di pitture laſciuiſſime ĩ te-0 f f ti e le muradi roſe e fiori i laſtricati, di profumi odoriferi tutta la caſa.

5 Per queſta ſola cagione ſi moſtrano alle fneſtrefanno lamorſii bal coni,iran d occhio a chi paſſa, geſtiſcono con la mano, accennano col guardo,motteggiano col viſo, parlano con la lingua, ridono con la bocca, ſiſtorconcon la uita: chiamano, pre gano: ſuadono, gridano che dentri. Quindi prouie

ner che ſcriuono, che mandan letterè in uolta, ohe danno auiſi di piu ma-niere, ohe i preſentiiche le ruſſiane, che i meſſische i ragax gische i paggetzi uan girando da tutte l horè con polixes con ma xettii con ceftarelli, con

a piarti

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