77gatꝭ non foſſe meno di tre per uolta,& adducè 4 propoſito Nauttoritd diZiuio, quado dice. Decernunt frequentes, ut C. Sulpicius Prætor tres ex
Tito Li-uio.
ſenatu nominet legatos.& HeEpio di Quinto c dcerone, ilquale, andan.do pretore in Aſiamè menò ſecb tre. nondimeno egli penſa che ſecondo i
riſpetti,& i hiſogni, il ſenato ne deſtinaſſe ancora piusſi comè a Bruto,&.a Caſſio ſcriue Cicerone eſſer fliato accreſciuto il numero de legutitet eoi cilicia procdſole I hehbe ſeco il numero di quatiras et ciſtache a CneoPõpeo perlalegge Gabinia ne furono aſſegnati dieci. Narra Viſteſo aut.tore, che i preſilenti delle prouincie ſi fererocleggere i legati molte uolte a modo loro,& cio ragioneuolmte per hauere in loro com pag nia huomini periti delbarte militare ine diſtordi di volere; nellamministratiosne delle prouincie:& di piu narrui che, communicando i ꝓreſidtli deſßeprouincie parte della lor pute ſd,& im perio a queſti legatis quindi auen-nes che eſſi uſarono i faſci,& ilirtori, inſegne de qgiſtiati Romani, c-me atte fta Marco Tullio di Verre, legato di Dolabella proc onſole inguelle parole-In Ach iam ſumptu publico,& legafionis nom inecum imperid j& ſecurib us miſſus eſt.& che queſti legati foſſero
come Vicariſides hf„lo dimtoſtra il predetto Marco Tullio nel-
Voratione per Elast bsdicendo di Gratidio Legato. Gratidius legatus, adquem eſt aditum, actionem ſe daturum negauiti re iudicata ſtari oſten-dit placere.& ĩ medeſimi in confermationꝭ di cib, ſe per caſo partiuanoi preſidenti delle prouinciè inanxi ai loro ſucceſſoris cran laſciati con liſteſſa auttoritd,& imperio c haut uano eli. onde Ciceronè in vna Epiſtola ad
Attico moſtra, d Hauer laſciato nel partir della prouincia aſſegnata a lui,
ſuo fratello, chera legato, padrone del tutto. All ultimo queſti legatihaueuano auttoritd(comè ſcriue Marco nel primo lib ro. De re milita-ri) di tener ragione ne campi,& di caſligare i delitti de ſoldati; ſecon.do il modo della poteſtd ch era conceſſa loro. Con queſia ſorte di legati ſiconformano hoggidò i Proueditori Veneti;& poca diſſerenxa ci cadefra que fli,& quegli. Vi era poi um altra forte di legati, che ſimandauano con ambaſciate ai Re ftranieri, d Republiche amiche,ouero ini mic he, ſecondo i biſogni, o per trattax negotij di pace, d tregia,o per intimar guerre, d oſieruationi di capitoli, o pere r conftderatio-ni, per dimandar ſoccorſi di genti,& di denari, o fer far complimentiamicitia,& heneuolenga, o per ar ſimili altre ceſe. Et queſte lega-tioni erano tal volta piu e meno fauorite; ſecondo ce al ſenato piacenad honorar queFto,& quellaltro Re 3e di tal ſorte d Ambaſciatori haſeritto um libretto Ermolao Barbaro huomo in tutte le diſciplinè egre-giamente dotto,& erudito. Liſteſo modo de gli antic h oſteruanò heggids ancora tutti i PrEcipi moderni i quali nelbeleggere degli Ambaſci atori loro, hanno queſla conſideratione di mandar le pet ſone piu ęr aui,e 8& di
Marco.