Bartolo-meo Spa-chafoxa.
Epitetto.
674„BE SERYTCTO RI, PA Gl, ET SC HI AVI.8 Diſcorſo xcj.
G Vantunqueè laſeruitũ ſia per ſe ſteſſa odioſa, con tutto che M.
M Bartolomeo Spathafora in una ſua oratione molto elegante-mente la difenda eſſendo eſſa l ultimo di tutti i mali per ſen-tenxa di Tullio nelle ſue Filippiche;& che per detto di Pita-8 Lora l huomo deb ba fuggire maſſimamentè laſeruitu uolon-raria,& non parlo hora di quella delle libidini,& degli altri uitij, ſe bened pil miſerabile di tutte, perche nond al propoſito mio, ma di quella chè introdotta per legge de gl huomini, douè uno ſi fa ſeruo d um altro per pro-Pria nolontd ut dendoſi a quellono cſſendo di natura uile S accommoda perpretio aſeruire un padrone, perdendo la cara libertds che ſino a gli animalimuti am ano per natura, ſopra ogni altra coſa. Nondimeno ſi trouano moltianimi ſciagurati uſciti dalla foccia della ple be, ai quali pare di non poter uiuer in queſto mondoꝛſe non ſeruono ad altri,& ſe non ſtan ſoggetti all impe-vio d un bue, che, non che gli altri, ma ne anco ſe fteſſo qualche uoltaſa reg-gere,& gouernare. Ma quando laſeruiti ſia ford ata,& uiolentas allhoranon patiſce eccettione alcunaßcome non è da arguir quel Phedone Socratico, il qual fu ſeruo di Cebè, a cui come a buomo dottiſſimo dedicò Platone ilſuio lib. della immortalitd dell animaenè Diogene Cinico, che diſſe a Xeniade Corinthio ſuo cò pratore, che nõ ſapeua far altro meſtiero ohe comãdare:1ᷣ quello Epitetto Filoſofü ilquale ſi predica ſeruo da ſeſleſſo in quei verſi.a SFeruus Epitectus fueram, qui corpore mancus,Pauperie preſſus, carus eram ſuperis.Ne quell Eſopo Thrace, che Hiloſofo nella caſa del ſuo padrone Xanto con
mnarauiglia,& ftupore di tuttienò quel Menippo, i cui libri dottiſſemi furõ
non ſenda honor di lui grandiſſimo, da Marco Varrone imitati. Nd um Lau-rea Tullio, o un Statio Cecilio, o un Terentio Africoso un Alemone Potta,a quali tutti fu la ſorte inuidioſa nemica in tanto, che patirono un tempo ilgiogo della ſeruitis, bench foſſero atti di dominarè ad altri nõ che ſtarè eſſiſoggetti. Oe ſerui volõtariſ,& anco de cõprati molte ſorti ne furon appreſſo
a gli antichi. alcuni erano detti Trapexopei, c haueuano cura dattendere
alla mtſa ſolamꝭte, apparecchiar le tonaglie, dar lacqua alle mani, dar latouaglia, portare in tauola, ſeruirè alla menſa,& diſparar 14 tanol a. altrierano detti Eleatri, l ufficio de quali era d attende re alla cucina,& uerſarfra le ſcudelle, e le pignatte, altri Hercitis che attkdeuano alle coſe della nilla. altri Mediaſtini ohe furõ come ſom hora i noſtri guatari, nerbi gratia Lirone,o Hieruſalem da Conigliano. altri capharifiche S aloperauamo nei ba-
ui aſeruate i ueſtimoti di quellische ul entrauano det ro. altri Ferritribaci,
che furon comè i ſebiaui d oggidꝭ cinti di cathena di ferro ai piedi. altri ſtabulariſpchhe ſon i ſeruitori di ſlallade quali diſcorro altroueial tri col nome— 43 d Acerſe-