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„NIV ERS AI x. 675Acerſecomeso di Pue ridche ſono i paggi de gentilhuomini„VAſgnori:onde appreſſo a Mac edoni: per teſtimonio di Tito Eiuio nel. lib. ſgliuo-li giouenetti de Prencipi, deſtinati allaſeruitit dei Reseran chiamati pue- 815 157ã Regi. Paolo Giuriſconſulto De uerb. ſignific. l. puer, mette quęſto ſi 5gniſicato proprio inſieme con altri. Et queſti paggi hanno, ſecondo la diuerſa diſciplina de ſignori, diuerſi habiti uirtuoſi in loro, perche ſono eſſercitati nelle ſcienʒe, nelle creand e di corte ne gli atti da cauallieri, ne gli icijpertinenti al ſeruitio de Prencipi, et breuemente ritengono in loro honorata ciuiltd, ſe ella moltè uolte non fe corrotta da Cortigiani uitioſi, e de-prauati aſſatto, per cagione de quali diuengono goloſt laſciuetti, morbidi,ſuperbetti,indiſcretti, inciuilioe uirioſetti da ogni parte. Democrito uniuerſalmente preſſo A theneo, cõmenda i ſerui per una ſorte d huomini aſſai cõtinente, eſendo che ognoraſi rauolgono intorno alle coſe della gola, le qua-li paſſano perle lor mani& pur ſe ne aſtengono per lo piuznõ perche hab perecratetbiano imparato tal diſciplina da gerecrates che ha ſcritto un librozne p-che ſiano ubidienti all interdotto de gli Iſolani di Coo, preſſo a quali& uie.tato ne ſacriſicij di Oiunone, che alcun ſeruo eutri nel ſuo tempio,& guſticoſa alcuna de gli apparati uo, ma perc he coſi molte uolte per natura aſuefatti ſono. Preſſo a Romani ancora eran ſtimati qualche coſa, perche neid Quinquatri dedicati alla feſta di Minerua, per teſlimonio di Liuio, lematrone Romane faceuan conuito alle lor ſerue, quaſi riconoſcẽdo da lei l-ile, c il cõmodo che trabeuano da eſſe, ciob del filare, del teſſere,& delcucire che faceuano. Et, ſe ben nella feſta della Dea Matuta perehe erauna matta, le ſerue non poreuano entrare inſieme con le patrone,&ſe u entrauanb, exan ſcacciate con doloroſe pugna, per Lonta che tal Dea hauea riceuuto da una ſerua, la quale inſuo diſpregio era giacciuta col marito Astham ante: nondimeno altre uolte ſacriſicarono le ſerue inſieme con le libere alla Dea Giunone, ch era da piu, ſotto un caprifico, perche da Tutela, oTitulas o Thiloti ſerua il popolo Romano riceuette un ſingolar fauore, uendicandoſi de ſuoi nemici con un ſegno che quella ancilla diede loro ſopra un
f co che gli inimici addormentatiset ſonnacchioſi giaccuano, talche la Dea
iunonè fu chiamata Caprotina per que flo effetto. I cretenſi 4 ſeruitorẽloro, quali chiamauano Ephormioti, dauano tutte le libertd,& priuilegi,ſaluo che non uoleuano, che ei participaſſero delle lor ſcuole, et della pro-
Feſſone delbarmi. Mai Syri ſ laſciauano imperar da i ſerui loro, perche eſ
i ſoli eſſercitauano preſſo a loro la militia,& del numero loro s eleggeuaun Res la cui uirtꝭ f nota a ciaſcuhno& manifeſta, ne preſſo a cote li platonenaleua il detto Platonico, che Nihil ſeruorum generi credendum, quot.enim ſerui tot hoſtes: ne quellaltro di Senofonte, che Serui& Domininunquam amici; riputando molto megliore ſentenʒa quella di Seneca. Senoſõte.Sie cum inferiore uiuas, ut tecum ſuperiorem uelis uiuere. Pa queſti Seneca.eſemępi almeno si ha da imparare il cõto,& la ſlima che ĩ padroni in parte
. E banno