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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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NicolaPeripa te·

Tico.

Theodo-

10.

Flauio Vopiſco.

688 30ipremij di tutte le ſue uittorie; quei di Lucullo Romano delitie del mondosoper tegtimonio di Nicolao Peripatetico, primo inuentore di tutre le in-temperantie alla ſua patria;& molto pi quei d Heliogabalo, di Nęrone,di cõmodo, che furono eſtremiveramentè in tutte le delicatex xc: ſon raecõtati a concorrenda de noſtri moderni, per magnificarli, M aggrudirli oltra ogni debito di giuſtitia,& diſcretionc. Laſciaſpre are d quefti cuochile diete pitagoriceſ i conuiti Acticii Simposij di Platone, le cene de gli. Arcadl, i Prãſi Laconici, la Parſimonia de' Celtid la ſugalitd de Thraci. laſcialoro beſfare ĩ Sacerdoti Egitij, che per tre giorni ſtauano ſenꝭa mangiares iMagi di Perſia, che non guſtauano altro che farina,& herbezi Ginnoſoſi fbide gli Indi, che ſi paſceuano di pomi ſolisil pulpamento pouero d AnacarſiScit ha, la carne cruda di Zenone, le ſaue di Temelaco, i Lupini di Protegene, le ghiande de gli Arcadiil miglio de Meoticis i peri ſilueſiri de Tirin-thij le luſerte delle A mag oni, le locuſte de Parthi. Taſcia dall altro cantoeſtogliere,& magnißcare I inſinitd de i goloſi. Apicio Romano, che nauigòHino in Ly bia, intendendo, che vi naſceuanofichi di ſrtiſurata groſſex xa. Cri-pino, che eomprò un peſce Mulo ſei mila ſuſtertiſ. Vitellio, che deuoraualecarni de ſacrifcinon potendo aſbettare che foſſero oſferbe agli Idoli. Cali.gola, che conſumò la pid parte del theſoro laſciato da Tiberio, in mangiarean compagnia di meretrici,& di rufſiani. Ariſtippo, che fu da Diogene ciamato Cane regio, perche mai ſiſpiccaua dalla cõpagnia di Dioniſio, per lingordigia di mangiar ſeco. Nęrona, che da meg go giorno fino a mea nottedimoraua a menſa. Heliogabalo, che non conſumaua per volta manco di cenro ſeſtertij nelle viuande. Gathi Regina d Egitto, che fece vno editto, cheneſſuno poteſſe mãco mãgiare un peſce ca la ſua preſenxa. Theagine At-leta che mãgiò un toro da ſe ſolo. Maſſimino Iuniores che beuuè vn anforadi vino di quaranta otto ſtaiade mangiò quarãta libre di carne in vn ſol paſto. Milon Crotoniate, ohe per teſtimonio di Theodoro, mangiò in vna voltavinti mine di carne e vinti pani, con tre barili di vino. Getha Imperadore,che commandoò, che faſſero portatè le viuande in tauola ſecõdo l ordinè dell Alfabetto, e per tre di continui ſtettè ſimprè a tauola mangiando. ClodioAlbino, che deuorò in vna cena cento peſche, dieci peponi, cinquecento fi-chistrectto oſtreghe, vinti peſi d uudbe cento heccafghi Phagone di FlauioVopiſco per miracolo ricordato, ehe alla tauola d. A ureliano Imperatore,mangiò vn cinghiale intiero, cento panir vn caſtrato, vn porgello, e poi be-1 con vn orca di vino più che non haurebhe ingolfato una halena. A ſti-damante Mileſio, che al conuito del Rę Ariobarꝭ ane, con ſtuporè di tuttiinſinito, denorò da ſe ſolo quanto era pre parato per tutti inſteme. CambleRede Lydir che fu tanto vorace, che una notte ſi deuorò la propria moglie, chegli era appreſſo.&. fnalmente lincredibile eſſempio d Eriſicthone, che,per eſtrema voglia di mangiare, ſi ruoſe le membra del corpo da ſe medeſia

mo.