A NIV ERS AL E. 703
Ben detta un gioueuole conſiglio Virgilio a caſtoro, in quei uerſi.
Vina ſitim ſedent, natis Venus alma creandis
Seruiat hos fines tranſiluiſe nocet.Ma eſſ irretiti,& iucathenati dalla forx a uiolenta delle lor luſinghe, nonſanno ſpic carſi dai luogbi infami, non laſciar gli horridi alberghi di luſiu-ria, non fuggirè il lex xo della ſborchex gu meretricia, non dar bando allelupe ingorde, che cercano deuorargli la uita, la robba,& l honore.
San pur che tutte leleggi inbibiſcono queſta profeſſione famoſas che i Ro-
mani pe r la legge Giulia puniuano ĩſcortatori con uarie pene,& tormen-ti. che i Pyſidi gli pontuano ſu uno aſino con obbrobrio,& uitupero. chegli Egittij gli tagliauano i membri uiriliichè i Leprei per tre di con uarieuillanie gli inſultauano, che ĩ Gortinei gli coronauam per ſcorno il capo publicamente di una corona di lana. che quei d Atide con le rape gli accompagnauano per tutti iluogbi immondi,& ſporchi.& fino a Martiale intutii i ſuoi verſt eſfeminato,& dishoneſto dereſta queſta profeſſione fuor dimodo, dicendo. NSubdola famoſæ: moneo, fuge retia mæcpæ,Teuior ò Conohis Galle Cytheriacis. 8San pur con quũtauergogna ss entra nel commercio loros quanta gte gliaddita; quante riſate ſifannoʒa quanti morſiſon ſoggetti,& che ſemprè ſitroua un qualche Guido,& qualche lana da ſcardaſſar coiſaſli, ehe vdcercando gli andamenti d altri,& vd notando a guiſa d un Momo, ſeile·gacci delle ſcarpette ftanno hene alla Pea Venere: a cui ſi conuerrebbonoai fanc hi i cani d Atheonè, o le formiche de ĩ Myrmidoni addoſbo, oſu lePalle ĩ martelli di Sterope,& di Bronte, acciò fuße piu cauto tal hora inſpiare quel ch Argo da cento occhi non potrebbe a penauedere. Ma ſia dicoſtoro a ſuſſicienʒa detto.Annotatione ſopra il xeyj. Piſcorſo.
De gli Innamorati leggi Pietro Crinito, nel lib. 16. de Honeſta Diſcipl. al cap. 4.
& coſi Celio Calcagnino a carte, 64. e 78. e 418.& 440. Et parimente il Rhodigi-no, nel libro nono,& cap. 24.& 25.& nel lib. 10. cap. Cz. Enel lb. 16.& cap. 15.DELLESENTINELLE, ET SPIE,
o Referendari. Diſcorſo xcvij.
E cuſtodis,& le nigilie delle Sentinelle ſon ſempre tate
nella militia ſommamentè ricercate:& quei Capitani, cheIdi eſßbe hanno tenuto poco penſiero ſon riuſciti ſempre mai nelle lor coſe molto infelicemete, percioche le debite guardie,che i Spagnuoli chiamano Veladori,& Franceſi Guardede Nuit, ſono la uita delle cittds de gli eßerciti, delle forteʒxe, de porti,delle riniere. Però nella città di Salomonè con tanta ſapienʒa gouernata
5 ſi deſcri-
Virgilio.
Martiale.