NIV ERSAL E. 719obal za come ſe haueſſe in corpo vna botre di chiodis che la faceſſe caminære 4 quella maniera. ſi che vniuerſalmentè parlando, poca bontd ſi trouain loro da ogni parte, ne altro titolo portano ſeco, che di gente che ſtangale perſone, per cauargli le viſcere, el animaiſe per ſorte gli ł conceſſo. Horfacciamo paſſaggio ad altri profeſſori.. 8 85 Annotatione ſopra il centeſimo. Diſcorſo.
II proprio proprijsſi mo del Vetturino(come diceua! Hoſto dall Angelo di Fa-
no) e di cercar di buſcar qualche coſa ai Foraſtieri, perche ſi chiama Vetturino,quaſi Venturine, d Venturiero, che ſempre cerca la ſua ventura.7772222!!! 8
DE MAETSTRITI DELE SCIENZ E, ET05 coſtumi,& de' Putti che uanno à ſcuola,& deDottoti di Studio,& Scolari diStudio. Diſc. cj.
AVE NDO io da dipingerè un maestro, ouero precetto-re, quali deb bono eſſer communemente quelli che inſtruiſcono Putti,& che leggono a Prouetti, ho penſato nell iſteſſodiſcorſo chiudere ancora i fanciulli,& gionenetti che van-no d Scuola, con quegli altri piu maturi che vanno in gtudio,deſcriuendo le conditioni,& qualitd di tutti acciò che queſta materia nonreſti diminuta, ma da tutte le parti piu perfetta che poſſibile ſia. Et perſeruarè la precedenʒa che alla antichitd ſi deue, dico che ĩ buoni matſtrihano da eſſer comelucidi ſpecchi di creanxa, coſtumate a,&. grauitds pꝑche ſono la mira de i ſcolari, oue tengonol occhio affißo da tutte l hore. EtQuintiliano ricerca nè maeſtri queſta conditione per principale, dicendo,che la ſantitd loro cuſtodird da mille ſcorretioni teneri animi giouenille,
Quinti.liano
la grauitd ſpauentard dalla licenʒa i piu feroci Plutarco parimenteè ri- plutarco
cerca ne maeſtri la hontd della vita in quel trattato che fa de liberis. educandis, mentre dice. Inquirendi ſunt piæceptores filij quorũ uita nullisobnoxia ſit criminibus, irreprehenſi mores,& optimum ſit experimen-tum; eſſendo coſa certa,& cuidꝭte, che quanto imparano i putti a ſcuola,tutto l apprłdono piu preſto da maèſtrische da loroedella qual coſa nõ mi laſcia mentir Plutarco nella epiſtola a Traiano, il quale afſermas che i delit-ti de i ſcolari commune mente ſi attribuiſcono a maeſtri:onde non mãcarouo molti che diſßero l ingegno deprauato di Nerone eſſer proc eduto dallatriſta diſciplina di Senecaſuo precettore. Però ſilegge, che Socrate, ved
do vn putto ſcoſtumato,& priuo di creamʒ a, diſſe che biſognaua dare vn 85 1
abi loni
bud cauallo al ſuo matſtro. e Piogene Babilonico narra, che Leonida pe da co.
gogo d Aleſſandro l empꝭ d alcuni vitiſ, metr era fanciullo, i quali non potero nolbetd virile mai pid leuarſi,& ſepararſi dalui. Si ricerca anchonel