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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Santo An-tonino-

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ti non fanno coſa a propoſito, anʒi tutto il rouerſcio di quel ohs tocca loro,

e non è uitio al mondo, diſſolutione alcuna, d ſcandolo ueruno, dous i ſcola

ri o ſtudenti non s immergano dentro. Et, benche ganto Antonino nella

terza parte della ſua ſomma dia una buona reſentata a tutti loro, con tut-

to cio non narra la metd di quellos che ne ſtudi moderni oggidꝭ ſi fa da lo-

ro. Perdonatemi Signori ſtudentiʒſ io waſſettarò alquanto piuſtrettamen

te il giupponè attorno, perchè ſon quello che i intendo de voſtri capricci,

G delle uoſtre bia æarie per modum comprehenſionis, eſſendo ſtato del-

Academia de uoſtri humori al tempo di coſi ſtrauaganti ceruelli, c hab-

hian le ſcuole mai prouato. Horst uoletè ch io dica le uoſtre materie, o nos

poſß io contarle ſenda in carico uoſtro,& ſeuxa farui oltraggio, o nò? poſ-

io ſederè in cathedras e fare una lettura di tutte le diſſolutioni, e di tutte

le vanitd,& ag xie che vengono da voi, no? Ma ſento che il Bidello mi

va intimandos ene non le tralaſci per niente, imperoshe tutto il Collegio ca

priccioſo l haurd coſi care, come ſe a un per vno fac eſſt vedere il demonioin vn ampollas vedete non vi dolete poi dime ne mi ſtalè a far litigare con

quel diauolodi Paſquino, c di Marforio: perehe non mi vo romaper la teſta

come han fatto loro,& Pio ſa che ui ſon ſeruitore di buona carta,& di buo

no inchiodtro quanto ſapetè deſiderarè. Io non tocco alcuna coſa quaſi di

quelle dell Inferno del Ponische fa contra di voti, perche mi parrebheè eſſe.re vn ſciocco preſſo a tanti Ceruelli riſoluti,& fantaſliciiſe io non diceſſt

Piu mal di vobche voi non fate malè agli altri. Horsi facciamo capo dallaconſcienʒas perche queſta è quella ch ordina il tutto,& che mette in eſſecutone tutte lopere de ſcolari. Ea conſciena adiique, ſe non ł groſſa in lorosnon val niente, pere he non ſi tiene gran conto di tener la Pippa, la Nanus

le figure Aretineſches la torta del Mol za il Bernia, il Burebiello, il krãcoidolo de ſtudeli, och ſi facciano tate inbih it ioni al cõtrarios et beato quello( parlo de uitioſi& ſcorrettisriſeruãdo l honor de buoni) che dtſcriue ineglio la cofeſſionè di ſier Ciapelletto, il miracolo delle pen dell. Angelo Gabriele,la hurla di Frate. Alberto, e la fauola della Badeſſa dall horto, quaſiche centri vna laule heroica a farſt corona intorno di mille ceruellet-ti inſipidi comè i fongi, i quali ſtanno fiſſumente ad aſcoltare queſte merediſſolutioni de capriccioſi ſiudenti moderni. Non ſi parla di meſſe moltevolte,& me no di veſpro,& poco della predica, eſſendo riputarto coſa dagalant huo mo I vdire ſolamente lite Milla eſt,& ultimo fernore, quando i Predicatore fla per vſcir di pul pito. e quaſi per ordinario la cocollaE abborrita da ſcolari,imperoche ſanno che la bertuctia non può ſcherza-arc one il Leone mettè la griſſa. Oltra che preſumono ſempre dieſſer piubei ceruelli aſſai di loro, tengono i cucullati per cuce hi penſando che d paragraſſ non habbiano ſuperiore,&i criſteri non riceuan parima ſi metto-10 i ſeruitiali da ſe nedeſimiimperoche qutſta in ſulſa peyſuaſiua ł sbattuda