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gerando i detto del Sauio, ehe In maliuolam ani mam non introhibſt ſa 1pientia: il qual conſiglio fra primi è dato da Guglielmo da Monte Laudu 1no nella prima delle Clementinv, dous ſi tratta de Maeflri;& leccellen Montetiſſmo Dottore Simone da Burſtiano Cardinale di Milano nel Prohemio Laudunodelle Clembtine auuertiſceè ĩ Scolari, et ſtudẽtiche nõ cõſidino neila pſpica 5 8cia, et acute x xa dell intelletto loro, non nella aſſiduitd dello fliudio, nõ nella 15 1 5tenacitd della mnemoria: ma põghino la loro ſperã xa in quello chè Signoredelle ſriꝭ xd et in cui ſi chiudono tutti i teſori della ſua ſapiẽ xa. Liſtelſo ciglio è dato loro dalbeccellẽtiſſimo Frãceſto Zabarellas et da Goſfredo Gn pranceſeczetano nella predetta Clemetina. Biſognarebbe, che S aſteneſſero dalle laſci- Zabarellanie delle meretrici, perche ſono la rete del diauolo, come dice Hieronimo Golfredo.Sato; e molti ſcolari fanno dishonorato fine per loro, come teſtifica il Car 5dinale Fiorentino nel ſudetto luogo. Sarebbe di meſtiero coccupaſſero il
tẽpo heniſſimo, n eſẽdo coſa piu pernicioſa a loroꝛſecõdo il parere di Theo Nfraßko, che la perdita del tẽpo. Sarcbbè neceſſario loro trouar dottori ualt᷑ti,
e frequt᷑tare ludienge di quellis& imparandlo qualche coſaæ ai lor do ttori
ignota, non riputarſi per queſto da pin di loro, eſſendo coſa ageuole(come di
ce geneca) nel prato ſpatioſiſſimo delle diſeipline, che il bue ritroui qual Seneca.chꝰerba freſcas il cane dia la caccia a qualche lepre giouane,& la cicognabecchi qualche luſerta, che nuouamente sbucchi fuori. Sarebbe ancora coſa
molto opportuna, che eſſi ſteſſero aſſidui nelloſtudio, conſiderando il bel det
to di Pomponio Giuriſconſulto, che fino alla etd di ſettant anni dicena non
hauer haunto altra vita, che quella che dallo ſtudio haueua acquiſlata:
& udir ſenga intermiſſione la voce viua de precettori, perche uiua uox
(come dice Hieronimo Santo nel prologo della Bibbia) habet neſcio quid Kaurentiolatentis energiæ. Et queſto conſiglio& dato loro da Taurentio dottore an Glurilconrico nella prima delle Clementine,& da Cengelino ſopra i Decreti,& Ceꝛelinoda Paolo da Caſtro ſopra i Digeſti. Non dee preſumere lo ſcolarè di ſas Paolo dapere d ina ſapere in effetto, perche(come ben diceua Themiftis ſiloſofo) eMaxima pars eorum quæ ſcimus eſt minima eorum quæ neſcimus. G 9Alberto Cauſidico Breſciano diceua, ehe pars ſeientiæ eſt ſcire quòd nes Albertoſcias. Laqual coſa conchiude beniſſimo Martiale in quei due uerſi. Cauſidi co
Diſcendi modus eſtoſi te neſcire videbis, Martiale.Diſce, ſed aſſiduc, diſces ſed vt ſapias. n
Sopra tutto biſognarebbe, che ſpeſſiſime ſiate diſputaſtero con gli altri,perche la diſputa(come dice Leonardo Aretino nel Trattato che fa deutilitate diſputationis)& quella chaguxaa Vintelletto,& lo fa penetra-re doue la lettura,& lo ſtudio non peruiene. Et chi vuol veere riſtrettamentè quanto ſi ricerca in vn ſcolare, legga Agoſtin ſanto nel librode ordine contra Academicos,& Battiſta Caſalupi da F. Seuerino nellibro che ſa de modo ſtudendi in utroque iure. Ma oggidꝭ gli fuden-
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LeonardoAretino.