Piodoro.Gioſeffo.
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tauio. Viue adunquè il Carneſice honorato d epitheti beſtiali: e fra gli altriſuoi pregi a guiſa di ſhoſo porta ĩ guanti in mano facendo lamor con quel.Lanimé ladre,& aſſaſſine, che uiuono di latrocinij, e furbarie alla foregta.e porta la bacchetta ancora per piag xa, con la qual ſignifica d eſſer padrondella frufla, auiſando i furbi, e marioli, che da lui, come dal fuoco debba-no guardarſi. Ma ſopra tutta ę commendato aſſai, quando fa bene il grop-po all impiccato; o che ragliala teſta netta all homicidaʒ o che lefto, comeun Daino ſalta hen ſu le ſpalle a colui eh appeſo, comeè fa maſtro Ioſeſſoda Rauenna. Nel refto egli communementè un furfante, e vn ſclagurato,e ſi come vituperoſamente viue, coſi ordinariamen te ſu una forca more; eſicome al ſpettacolo de gli altri fu correr la plebe, coſi al ſpettacol proprioJa correr tutto il mondo, deſiderando ogn ino auidamentè di ueder il Boiaper le mani del Boia eſſer ſeruito. Hor facciamo paſſaggio ad altri piu ci-uili mertieri.Annotatione ſopra il vj. Diſe.
Parmi degno di memoria quel bel caſo, che quattro anni ſono ſueceſſe nella eit-tà di Bologna a uno mio grandiſſimo amico perſona veramente graue,& pienadi xiſpetto, a cui uenne un giorno dinanzi uno ueſtito aſsai cõ modamente, accõ
l pagnato da un ſeruitore, ilquale cõ corteſi,&accõcie parole portogli a donare un
paro di capponi gr aſſi quanto dir ſi poſsa, quantunque uno nõ haueſse altra cognitione delbaltro, eccetto che il donatore ſapeua queſto mio amico poſſedergrã di amicitie,& principali in Bologna. oue riuolgendoſi egli nella mente, checoſtui col ſuo dono aſpiraſſe di uoler qualche ſeruitio,& fauor da lui, almeno coltẽpo, li fece da gentilhuomo honorato amoreuoli ꝓferte di quanto egli valeua.Hora ſentendo lhuomo la galantaria del gentilhuomo, riputò non eſſer piu tempo di ſtare aſcoſo,& ſenza un roſſore alcuno inſtantemente lo pregò di queſto fauore, che, eſsẽ do ai giorni paſsati ua cato ufficio del Boia in quella città, ſua Sig.come amoreuole,& benigna,& come quella, che potea diſporre in quella città ditãti amici, lo fauoriſſe a queſta dignità, che egli& il ſuo garzone li rimarebbo-no ſeruitori deuoti per ogni tẽpo. Della qual coſa parte ſi riſe tanto il gentilhuomo, che fu per la ſouerchia riſa ꝑ morireʒe parte nel fine ſi turbò in modo, che,ſe nõ era il riſpetto della giuſtitia, fu per fargli appẽder tutta due cõ quegli cap-pon ĩ a piedi da ſuoi ſeruitori, acciò foſſero un eſsẽ pio ai temerarij di non cercarfauori di tal ſorte da perſone principali,& di riſpetto, com' era egli.
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gegnieri. Piſc. cvij.L primo che ſcriſſe mai d. Architettura deriuata per parerdi Diodoro nel ſeſto della Vea Pallade, ma, per teftimoniodi Gioſeſſo, da Cain fegliuol d Adamo; ouero da Iubal fi-gliuolo di Lamech, ſi tien communcmentè eſſer Ftato e Aęa-tarco. Aipenieſe, a cui ſegu Democrito,& emnaſſagora,a G
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