NIV ERS AL E. ö 783lMhuueud mandato in vomito, ri ſpoſe: ani I ho man dato in ventre. Et recicauui che una femina, che patiua if ermitd di vctre, fis interrogata dal medico, ſe ſi ſentiua coſa alcuna nel vbtre:a cui ri poſe, che uolete ch io mi ſenca, ſe ſon tre giorni, che non ho mangiato un boccone? eſimilè à que ſto ſuquel d un macto da Holcerra, ohe, iſſendo ſcongiurato dal Conte da Vicen-a huomo notiſſi mo, menandogli eſſo le mani per le gambe,& chiedendo,ſe ſi ſentius coſi alcuna rithoſe. Io non mi ſento altro, ſe non le calðe, e ĩ Gallſtiuali. Vn altra ſorte d Enigmi poſe Callia Athenienſe, che, quando s in Aitlenteterpongon le lettere dell alfabetto o Greco, o Latino, d altra ſorte per con. ſe. 5 1
onder il ſenſo della ſcrittura. Et Euripide nel ſuo Theſeo fece da un pa- Euripide.Kore iſprimere il nome di Theſeo, deſeriuendo le figure delle lettere chen.
trauo nel ſuo nome,& l ifteſſo fee Agathone trigico nel ſuo Telepho.& Agatho- 0Theodotte Phaſclite induce un ruſtico far l iſteſſo. Et hoggidi i nobtri uol-.gari hanno trouato di chiuder ne i ſonetti i nomi delle lor diue per uia del- N
0 f
lelettere a ſimilitudine de gůi antichi. Et Sofocle, nel ſuo ſatirico Amphia S focle.vao, induce lettere ſaltanti per far gli Enigmi.& Næoptolemo Datiano in Neopteleun ſudo lihro de Epigrami nar ra, che in(alcedone era il ſeguente pigram mo.ina inſcritto nel ſepolcro di Trag maco Sofiſta. 5Nomen Th, v, a, S.), In, d, h, u, S, öcalcedo patria eſt, ars eft ſapientia. 8ci ſon molti altri antichi che ha pofto fuori enigmi, conte Theognide ne Theegni-fece uno tale ſopra la padellas· 3Mork ine petift ſub tectum forte marina AerzelMortuas ſed viuo, est ore locuta tamen. de.Et quello d Eraclide Pontico ſopra I Iſola di Pelo ę aſſai bello.In aperto nata ſum, patria ine falſa aquaConti net, mater et numeri filia.Perche Delo abbracciata dal mare, e la ſua mudre e Latona che fia figliuola di( eo, col qual nome chiamuno i MHacedoni il numero. AN irgilio pari-mente induce Dameta Puftor e proporre un Enigma a Menalca, dicendo. öDim ni in che parte ſolo della tenra. 5 öTre palmi ſenxa piu del Ciel ſi vegga. 2
E ſempre mi ſaria com un Apollo. N.E Menalca all incontro. gDimini in che terra i ftior naſcan col nameDe ĩ ke in le foglie, e Fillide ſia tua. 58 5: GiacobeE Giacobo Sannaʒaro nell. Arcadia. ePimmi qual fiera“ ſi di mente humana, WW ö
che g inginocs hia al raggio de la Luna.E per purgarſi ſcendꝭ ala fontana. 1Dima qual e I vccello, il qual radunaö legni in la ſua morte, e poi Saccende, 5 5 9i Z viue