e.Heracleo
te Chame ſuali non recito per eſſer oſcuriſſimi, come ſono anco
leonte.Panarce.
Appione,Semo DeJio.Platone.
Elanico.
aaclepin Il medeſimo
2 1 4 2 2 4E viue al mondo ſenʒa pare alcuna. 1Van fatto e Aſclepiade nella ſua Tragedia, Heracleote chameleonte nel ſuo Simonide,& Panarcè antichiſſimo auttore, gli Enigmi de-quelli di molti noftri
78.
moderni. Ma queſto bafti.Annotatione ſopra il cix. Diſcorſo.—— 0————— 0— 228Intorno agli Enigmi leggi Pietro Crinito, nel libro r 1, de Honeſta Diſciplina,al cap. 7.& nel lib. 20. al cap. 8.& coſi il Oalcaguino, à carte 54.& 296.
DE CORONIE RI. Diſc. cx.
o delle corone coſi nominate, ſecondo Appione, nellibroe diellalingua Romana, perche dai chori erano portate autica-f mente ne Theatri,& che prima furon nominate fra Gre-e ei, ſecondo Semo Delio, eſſer venuto da gli antichi, par chelichrima Platon nel ſettimo libro delle leggi, oue dice, che i fanciulli g-Zittij imparano inſieme con le prime lettere la dottrina della computatio-ne facendo per aſſo,& giuoco vna diftributione di pomi,& di(oronea molti,& a pochi, con numeri conueneuoli, per le quali parole Ahe.neo nel 1 5. lib. delle cene de ſuoĩ ſapienti interpreta, che Platone intèdeſſedi trouare vn numero, col quale a molti ch entrino in vna caſa, ſi diftribuiſca vna quãtita di corone egualmète,& ſenga disfarne alcuna di eſſe, acck.nado al ſeſſageſimo. Es ecco in che manĩera. in vna caſſa ſono ſeſſanta corone, entra vno,& le piglia tutte, entra il ſecõdo,& il primo glie ne dd la meta, cioè trentaʒ viene il terq,& il primo,& il ſecõdo glie ne danno delle lo-ro dieci per vno, che fanno venti, entra il quarto,& i tre primi gliene dãnocinque per ciaſcuno,& regtano ad ognuno quindeci; viene il quinto,& ftatutti gliene dano dodici,& dodici ne reſtano a ciaſcunb. finalmète entra ilſefto,& fratuttigliene ddno dieci, e dieci ne reſtauo a ciaſcuno:& coſiviene ad egnalmłte diſtribnirſt il numero delle corone. Eu adunque vſatoque to giuoco, per teftinonio di Platone, da funciulli Egittij, onde ſi puoaffermare, ohe in quella regionè celebratiſſimale corone foſſero primiera-mẽte in vſo. Quindi ſcriue Elani co, che in Egittio e vna cittd fuuiale chia-mata Jindio, doue ſi fuceua ib cõcilio degli Iddij dètro a un magnifico temPio fondato in eſſa,& d tẽpo di certa fe liuitd, deponeuano nella parte ſuPeriore alcune coronè di fiori di melecotogne,& di uiti, per rinouar la me
moria, che gli Iddij ſimili ghirlãde haueuan quiui depo to nel tèpo, che in-
teſero, che Bab), cios Tifone doueua regnart. Et il medeſimo. Elanico nar-ra, che Amaſi Re delbegitto fu aſſonto al regno p Voccaſione, d una coro-na di varie ſorti di fori ſimholici cõpoſta, la qual donò a Pari hamide Reinan zi lui, Cella qual ta to ſi compiacque, che fu fatto capitano delbeſſerci:t ſuo,&. da ſoldati poi che odiauano Parthamide, fu eletto Re: lequai coſeven-