„ NIY ERS AL k. 933Poeti parch hab biano paſto tutto lo udio loro in entire,& inſcriue re coſe laide, e cattiue: ne ſanno a pena far altro che cõ Aſſamati uerſetti cãtac-chiare nell orecehie de pa xiirumoreggiare con inuolgi di fauole,& machinare ogni coſa ſupra il fumo:ſi comè gi ſcriſſe il campano in certo loco.
Hiuono i paz gi Pobti di verſi 5Se affameran, ſe lor le ciancie leuiLe mengogne gli ſon riccbexge,& oro.Et queſto ſi vrde mentre cãtano del nodo d E ertole, dell arbor caſta, dellelettere di Giacinto, de gli di Niobe, delle piante preſſo le quali Latonapartorꝭ Diana, delle Cicale di Titone, delle rane de Licis delle formichede Mirmidoni, e mentre fanno principio delle lor fauolefin dal chaos, rac-contando il caſtramento di Celb, il parto di enere, la pugna de Titani, laculla di Gioue: gli ingãni di Mea, le ſuppoſitioni della pietra, la prigionia
di gaturno, la ribellione de Gigantij il furto di Prometheo, Ali errori diDelo, la morte di Pithone, l inſidie di Titio, il dilunio di Peucalione, lo tratio d Iacho, lᷣinganno di Giunone, inc endio di Semele, icluæ ſeſſi di Bac-co, la piax xa d. Athamante: la conuerſione d io in vc, gli incanteſmi
di Medea, le metamorfoſi di Circe,& mill altre vanitdſimile a que gte:
e d onde ſon venute le fauole di ſcilla di Cariddis di Aacareo: di Protheo,di Phorb a, di Meduſas di Glauco, di A elicerta, di Salmoneo, di Siſifo, d. Alcione, d. Acheloo, di Dirce, di Thirtſia, d. Agunippe, dell Orca, dell. Ar-
II Campa
no.
pie, dell Hiena, del caual Pegaſco,& altre ſciocchex ze tali ſe non da Poe-
tie Onde ſon procedute le menzogne di tanti peiſilueſtri, marini, terre-triinfernali; tanti amori beſtiali di vac che, di Tori, di cinedi, tanti tat-ti, tante tratformationi tante mongtruoſitd, ſe non da Loeti, i qualiſonranto pin glorioſi, quanto nelle trouate ſon piu fantaftici; e mon ſiruaſosalmeno i noftri Romanc elli han qualehe ſouſa perche ſeguon I hifloriade Ręali di Francia, di Bouo d Autona, d Herminione di Druſiana, di
Pulicane, di Macabruno, e cantan le bixarrie di Marfiſas le ſcioccheʒ xe
di Margute, il valor di Mambrinos quel di Guidon Feluaggios quel diPruſian dal Leone: quel di Antifor di Baroſia, quel di Altobello, queldi Falconetto, quel di Scardaſfo quel d el Daneſe; quel d. Ancroia, queldi Dama Roenza dal martello, e ſimili altre nouelle, hanno al quantopiu del veriſimile in loro. Et piu ragione nolmente fanno i Poetucci mo-derni, che attendono ſolamente a Hodrar fuori ne ſonetti vn lor ſouen-te, vn doglioſe note; vn verdi piaggie am ene, vn lieti boſohi, vn ritro-ſetto amore, vn pargoletti accortis vn hei crind' oro, vn felice ſoggior-no, doue non dam moleſtia ad altri, che alle diu loro, ne ſono almeno ditanto ftomac heuole inuentione come gli antichi„i quali ſe non fannoconuertir gli huomini in piante, le Dee in fumi le Ninfe in fonti i Sa-tiri in augelli, non hanno fatto coſa di buono. Ma quefli limpidetti1 Nun 3 Poel