M olti sono di opinione, che le vite degli artisti, peressere gradite ed utili, debbano descriversi, non solo con fe-deltà, ma senza punto ommettere quei minuti racconti delleprivate azioni, e quelle circostanze de 1 più piccioli casi, e del-le varie vicende, ed avventure, loro intervenute : Altri poi sti-mando inutili sì fatti ragguagli, avvisano che V artista compa-rir debba soltanto per l 1 arte sua, e filosoficamente pensando,poco curano ancora che si abbia notizia esser egli piuttostonato in un luogo che in un altro; opinando che gli artistisieno Cittadini di tutto il mondo, e che la patria loro debbaconsiderarsi quella, ove trassero gl’ insegnamenti dell’ arte, edove la esercitarono; che debbasi perciò esaminare accurata-mente il pregio delle loro produzioni, deducendone brevi pre-cetti , e critiche osservazioni. Nel tessere io pertanto la vitadi Sebastiano Serbo sommo Architetto Bolognese, non mi di-lungherò gran fatto da questo sistema, riportando soltantoquelle memorie più certe che di lui, de 1 suoi studj, de’ suoicostumi si hanno, e de’paesi ove apprese le cognizioni, che loresero uno de’ primarj Architetti, e di quelli nei quali eser-citò specialmente 1’ arte sua ; ponendo di mano in mano sott’occhio tutti quei precetti e quelle avvertenze, ricavate dagliscritti medesimi di esso Serbo, e che servir possono di giova-mento agli Studiosi ; unico scopo di questo mio indaginoso la-voro .
Nacque Sebastiano in Bologna , e dai Registri Battesimali,che a que’ tempi tenevansi presso ciascheduna Parrocchia, eche facevano menzione del solo nome del Padre del fanciullo,senza segnare il cognome, pare potersi arguire, che ciò avve-nisse sotto la Parrocchia di S. Tommaso della Braina, nel gior-no 6. Settembre del 1475. Fu il Padre suo Bartolomeo Serbopittore più che mediocre di ornato,-e di quadratura: non reg-ge adunque quanto asserisce Gio. Carlo Saraceno nella pre-fazione delle opere del Serbo, da esso trasportate in lingualatina, che il Serbo fosse di oscuri e bassissimi parenti, cheil padre suo, da cui, dice egli, trasse il cognome la famigliade’ Serli, esercitasse la vile e sordida arte di conciator di pelli.