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Mostrando il nostro Sebastiano fino da’ primi anni uno stra-ordinario amore alle arti del disegno, fu dal padre stesso in-strutto nella Pittura , nella quale diede egli molti buoni sag-gi , esercitandosi principalmente nella Prospettiva, la qualemoltissimo vantaggio gli procacciò, appianandogli la strada aglistudj dell’ Architettura , a 1 quali intieramente dedicatosi, nonrisparmiò fatica alcuna 4 onde pervenire alla perfezione di un’arte sì multiplice, e necessaria; e di essa sommamente inna-morato, dolce sembravagli ogni continuato esercizio, ed ognifaticosa ricerca; così che col molto studio de 1 precetti di Vi-truvio,per lo più oscuri, da esso preso giustamente per unicosuo direttore, esaminandoli accuratamente, e confrontandoliin appresso cogli esempj delle antichità, in Italia esistenti, edanche fuori di essa, da lui misurate, e sindacate col più finodiscernimento, potè arrivare ad essere in breve consideratouno de’ più accreditati Architetti dell’ età sua ; e le scientifi-che teorie alle utili pratiche accoppiando, diede eccellenti Re-gole di Architettura , delle quali non v’ha Architetto, il qua-le non abbia fatto grand’ uso, come di tutte le altre opere dilui; sebbene rari sieno stati coloro che dette opere non ab-biano censurato, quantunque meno lo meritassero; ma egli ècostume degl’ invidiosi, servirsi delle fatiche di altri, e peroccultare il loro furto, desiderare di vedere estinta ed oppres-sa la virtù, con iscoprire ogni minimo difetto. Ben è veroperò che tale invidia anzi che a danno riesce a gloria dell" in-vidiato . Invaghitosi il Serbo per mezzo di tali studj dell’ Artepiù necessaria, e più utile agli uomini, qual’ è l’Architettura ,alla magnificenza ed ornamento della quale le altre due Sorel-le, la Pittura cioè e la Scultura servono liberamente ; di quel-la in tanto amor venne, che suo Pianeta la chiamava, ed ognifatica ogni pena, che per quella prendesse, gli era dolcissima.Incominciavano di già a rifiorire nell’ Italia le Arti: La li-beralità e protezione de’ Principi letterati ( mancando la qualeè di necessità che venghino meno le operazioni degli uominiingegnosi ) e lo studio delle matematiche, le quali si andavanoallora propagando, ed il faticoso esame de’libri di Vitruvio ,e i venerandi monumenti dell’ Antichità ravvivavano la quasispenta architettura, e gl’ingegni infiammando, rinascere face-vano ovunque i Vitruvj, e gli Apollodori. Imperocché ci pareper certo modo di dipingerci alla mente l’imagine vivissima,ed il reverendo Simulacro dell’ Architettura, allorché nominardobbiamo gli Alberti, i Bramanti, i Raffaelii, i Sansovini, iPeruzzi, i Genga, i Giulj Romani, i Bonaroti, ed altri mol-ti , da dottissimi e magnifici Pontefici, dalla liberalissima Casa