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e maestro, e dir liberamente che quanto egli in ArchitetturaSapeva tutto dovealo all 1 amato suo Baldassarre. E mi par fa-cile, da quanto si è detto, conoscere che ciò dicesse più peraffezione di animo, e per il poco che di se sentiva, che perrealtà di fatto, e molto meno perchè delle fatiche di Baldas-sarre approfittasse, e di quelle a comporre le opere sue, sulleantichità principalmente si servisse. La qual cosa s 1 egli fattaavesse, siccome era alienissimo dall 1 invidiare l 1 altrui loda, nonl 1 avrebbe certamente dissimulato ; e come egli dice di avertratta da Baldassarre la Pianta del Teatro di Marcello da essoscoperta nel fare le fondamenta del Palazzo de 1 Massimi a Ro ma , ultima opera di esso Baldassarre, ed altre poche cose dimano in mano; così avrebbe schiettamente significato di ognialtra di cui si fosse approfittato. Aveva egli a quel tempopresso a 60. anni e per lungo studio sui libri e sulle opereesercitata Parte e in Bologna , e a Pesaro , e nel Veneziano,potevasi considerare provetto Maestro, e forse compagno delPeruzzi nell 1 osservare, misurare e studiare gli antichi Edificj .
Fu certamente Roma per Serlio luogo molto opportunoa proseguire li suoi studj : e pare che il genio del Bello ri-sorto da quelle maravigliose ruine agli occhi gli si rappresen-tasse , e col suo splendore e coll 1 amabil sua venustà innamo-randolo se lo traesse dietro fra li rottami e gli avanzi delleAntichità; le quali se non restassero anche sopra la terra, for-se non si darebbe tanta credenza alle Scritture, che tante ma-raviglie raccontano. Egli era tutto dì occupato in esaminare,in misurare, in prendere in disegno così in Roma come nelle suevicinanze, tutti gli Edificj antichi che ritrovar sapeva. Ne a-nalizzava ciascuna parte ne faceva la storia, ne assegnava ledimensioni, ne formava giudizio , disegnandone con diligenzasomma, e sottigliezza di esame non solo le piante, gli alzatie gli spaccati, ma ogni membratura ed ogni ornamento par-titamente ; numerandone le parti e proporzioni ; nè solo sitratteneva in copiar quegli Edificj, che rispettati dal tempoerano rimasi presso che interi, come il Panteon , il Tempio diBacco ed altri ; ma quello eh 1 è più diffìcile e che solo un ve-ro Professore può fare, che vede l’Opera com’era un tem^po, anziché com 1 è al presente, congetturando da un poco dipianta da un piccolo avanzo, comprendeva quale poteva esserel’edificio intero: cosa che mal riuscirebbe ad alcuni, i qualiricopiano gli Antichi frammenti presontuosamente come lprsembra che star debbano, anzi che come stanno, pieni lamente di false opinioni, dall’arte non meno, che dalla na-tura lontanissime. Non si può abbastanza dimostrare quanti