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altri Storici di Egitto : concludendo però con un Savio giudi-zio , da aversi ben presente da’ moderni ammiratori delle cosedi Egitto , che tali Edifìcj furono più maravigliosi, che utili,e che ogni sensato Architetto deve sempre ideare ed eseguirequelle fabbriche che uniscono la bellezza alla comodità, ed al-la utilità .
(Questa sua opera gli conciliò vie più la protezione diFrancesco I. , e per aderire alle premurose istanze che dal ma-gnanimo Re venivangli fatte, andò il Serbo , con tutta lasua famiglia, in Francia sul finire del 1540. o nel principiodel iòqi. con sommo spiacere de 1 suoi amici che aveva in Ita lia , i quali non potevano approvare la sua andata in Francia ,considerando le turbolenze che ivi cominciavano a sorgere, eveggendo la perdita grande ed il danno irreparabile che neveniva all 1 Italia , la quale immensi frutti raccoglier potevadalle onorate fatiche del Serbo . Appena arrivato egli in Fran cia , il Re molto F onorò , e volendo fare agli altri conoscerela fidanza eh' egli aveva nel senno e sapere del medesimo, escorgendo in lui unita alia Dottrina, intera fede e sinceritàdi costumi, Io dichiarò suo Architetto di Fontanablò, e fece-lo sopraintendente a tutte le Regie sue Fabbriche. Una let-tera di Pietro Aretino , il quale sebbene assai difficile fossea lodar altri, pure grande stima professava al Serbo , scrittaal medesimo in data 11. Aprile del 1542. palesa quanto ilSerbo era allora occupato per le Fabbriche del Louvre, diFontanablò, e delle Formelle. Non si può dire con che ac-curato studio e sollecita diligenza attendesse, non solo a ser-vire fedelmente il suo Re, ma s'ingegnasse ancora di fare checiascuno dell 1 opera e servigio suo rimanesse contento, usandosempre consultare gli altri nelle sue cose, nè sdegnando pren-dere prudentemente il parere anche degli inferiori, dai qualitalvolta s’impara: e a dimostrare quanta fosse la maravigbosasua modestia , e la grandezza dell’ animo suo, basti questo se-gno , che sebbene grandissima fama coll 1 opere sue si fosse pro-cacciata , ebbe il coraggio non solo di preferire al suo propriodisegno, fatto per il cortile del Louvre, quello dell’ Abate diClugny, ma di consigliare ancora che si eseguisse. O sommaintegrità , o magnanima umiltà, o virtù troppo lontana, e di-sgiunta dalla opinione di molti, i quali senza maturato esa-me , senza conoscere le difficoltà, pieni di ambizione, e digelosia, temono che la loro preminenza non ben fondata, nèsapendo pur essi perchè la vogliano, non sia loro Contrastata ;e sdegnano di sottoporre le opere al giudizio di un 1 Accade-mia per sentirne F esame, e talora la disapprovazione. Ma
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