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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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Non pochi abbagli nelle misure degli antichi Edificj prese lostesso diligentissimo Palladio, che per ben tre volte si recò aRoma per esaminare e misurare le antichità: e quello che fapiù maraviglia, il Desgodetz medesimo mandato a Roma daMons. r Colbert sopraintendente generale delle Fabbriche egiardini di Luigi XlV. per 1" unico oggetto di delineare quel-le antichità, quantunque potesse a suo bell 1 agio fare ogni spe-sa , per formare con diligenza li disegni, e scandagliare le piùminute differenze, non va però esente da molti difetti, ederrori ; tanto è difficile ,il poter dare con esattezza le più accu-rate misure di un Edificio dal tempo guasto in gran parte, esepolto nel terreno . Di niun conto adunque sono le accusedate al Serbo per alcune alterazioni di misure, tanto più checonvengono tutti, ed il Neralco, ed il Maffei, e il Desgodetzstesso, seguace de 1 suoi vestigi, e F Algarotti, e quanti altrihanno fatto di lui menzione, essere stato assai diligente, massi-me considerandolo come il primo , a dar le misure di molteAntichità ; con schietta ed ingenua verità confessando sempreogni qual volta era incorso in qualche abbaglio, e quando ag-giunse e mutò qualche cosa negli esposti fabbricati, come fe-ce nelF Arco di Verona , in cui aggiunse la superiore cornice,aderendo alla regola che prescrive dovere le parti superioridiminuire la quarta parte delle inferiori, ed ivi pure supposeun frontespizio che non vuoisi ammettere, ma eh 1 egli sospet- potervi essere stato , da alcuni vestigi consumatissimi daltempo, che scorgeva nella Cornice. Così nell 1 Arco de Leonidice di aver disposte ordinatamente le finestre, le quali noncadono a perpendicolo della sommità del frontespizio. Nel tem-pietto a Tivoli presso il fiume non occulta di avere di suoposto le Nicchie e la porta, e le finestre, ove ha creduto chepotessero convenire . Dio volesse che tanti vaghissimi rappre-sentatori e disegnatori delle Antichità, avessero sempre imi-tata la ingenuità del Serbo , confessando le aggiunte fatteagli Edificj, che non ammireressimo come antichi i sogni ele invenzioni, per lo più ideali e fantastiche, di tanti viag-giatori e Pittori immaginosi. Oltre F avere il Serbo in questosuo quarto libro dati i disegni di tanti Anfiteatri, Teatri, A-rene, Templi, Archi, Ponti, Terme, Palazzi , Porte , Loggie,fa anche menzione di una Piramide vicino al Cairo , di cuin 1 ebbe le misure dal Card. Marco Grimani, che diedegli pu-re notizia di un Edificio incavato in un monte di Sasso pres-so Gerusalemme , dove credevasi che si seppebssero i Re di Ge-rusalemme : termina poi con un trattato delle cose maravi-gliose di Egitto , prendendo per guida Diodoro Siculo , e gli