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Tomus primus.
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XXI
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affotaziojsi

XXI

(21 ) ( Pag pi.) V Autore seguendo Plinio fa uso di questa sua denominazione \nulla di meno non lascia e?li di distinguerle dalle veraci pomici, come nel corsadi questa sua opera chiaramente diseopresi Io però son portato ad abbracciare^piuf osto P opinione del celebre Be'grnan ( Opus. Chirn.e Fis- pag. 20.) che quella <i<Plinio. Egli le distingue col nome di pomici spurie, perchè mancano loro i caratteridella pomice propria e genuina , tuttoché nell'atto della loro fusione siano state co- tumefatte dallo sviluppo de'gas , e talmente abbruciate, thè appena sommergon-si nell' acqua, perché la loro tessitura è un risultato di moltissime cavità sferichedi diverse grandezze, per cui hanno acquistato un volume assai grande, e nel tem-po stesso conservano una tenacità, e durezza, che le rende inette per gli usi di po-lire, alche vantaggiosamente s'impiegano le vere pomici.

(zz) (Pag. p'.j Le lave, che si manifestano a S. Sofìa, Fasano, Licatia, eCanalicchio accennate dall' autore appartengono ad epoche molto rinculale ; lo stes-so dir debbesi di quelle della Catiru, e di JSizzeti. Esse sono state le prime ,che invasero quei terreni di natura argillosa. La loro antichità s'annuncia dall' es-sersi scomposte in tutti i sensi, dalla perdita delle scorie aderenti alla Loro super-ficie , di già distrutta, e ridotta in polvere dalle alterazioni cagionate dall' atmo-sfera ; i pezzi poi , e grossi macigni, che sonasi distaccati dalla massa principale ,e che isolati veggonsi in immensa quantità nelle sottoposte colline, si osservano co-gli angoli smussati , e quasi ritondati per effetto della decomposizione, che progres,sit amente ti distrugge, o con Jormarsi nella superjicie una crosta bianchiccia e te-nera, o pure con distaccarsi di tempo in tempo delle sfoglie più, o meno grosse diuna linea. Quest' ultima maniera, con cui si decompongono le lave l' ho osserva-to in moltissime masse delle antichissime lave etnee La lava di S. Sofà è di colorbigio-nericcio , estremamente compatta , dura, e pesante da sfavillar sotto l' àcciarino. Fon soffiandovi sopra , odore argilloso ; nella fresca fattura presenta un tes-suto molto serrato . hssa racchiude nella sua base il feldspato, parte in laminet-te quadrangolari delio stesso colore della base, e parte in iscaglie, e minutissimigrani, che si confondono colla base, in cui sono dìsciolti, e che distinguonsl da essaper la sola lucidezza . La sostanza, che più predomina in questa lava, è una gran-dissima quantità di cristalli, e rottami ai pirosseno nero; taluni sono cristallizza-ti in prismi esaedri, ed altri a quattro lati, sebbene la loro forma sembra varia,secondo i diversi sensi della frattura : alcuni di questi cristalli sono verdastri, enelle fratture cangian'i in varj colori . I crisoliti vulcanici sono la terza sostanzastraniera da essa contenuta. Questi crisoliti presentano agli sguardi dell' osserva-tore quasi tutte le varietà, nel colore, che nella forma. Taluni esistono in grup-pi , o noccioli formatisi dall' unione di molti grani amorfi più o meno aderentiche s'incastrano gli uni agli altri differente grossezza ; sano per lo viù d' un gial-lo più, o meno oscuro, o giallo verdastro. Altri però più rari sono composti digrossi grani di differenti colori ; vedonsi in essi i grani d' un bianco debolmente tinto di giallo , 0 lavati di un verde appena sensìbile, lucidissimi, e diafani ; i granidi color verde d'erba tenera , e taluni d' un rosso infuocato temperato da una tin-tura di porpora, e sovente di un rosso violetto. Se ne incontrano pure alcuni ra -rissimi grani color di giacinto. Questi così coloriti sono assai più lucidi , e brillan-ti de' gialli oscuri. Altri sono configurati a prismi esaedi, o quadrangolari con su-perficie vetrosa, e piana, o leggiermente concoide, cd una gran quantità di piccio-lisiimi grani, che si vedono soltanto al lume del sole, sono incorporati nella basedi questa lava.

Felle nostre lave non s'incontrano i crisoliti in tavole d'un pollice di densitàsopra 4. di lunghezza, e 2. di larghezza , come quelli che il Sig. Faujas trevo inuna lava porosa azzurra del cratere di J\Iontbrrn,nè quelli del Vivarese a grosse mas-se, che pesano sino a 30. libbre a grossissimi grani che variano nel loro colore; inostri crisoliti non eccedono in lunghezza le sei linee.

I crisoliti de' Eulcani sono durissimi da dar scintille all' urto dell' acciarino,Questa sostanza è delle più refrattarie ; Faujas ci assicura di non aver potuto ve-nir a capo di fonderla ad un fuoco delle ordinarie fornaci tuttoché violentissimo ,e sostenuto , che egli fosse, ma che bisognò esporla alla corrente d' ossigeno perottenerne la perfetta fusione , ed il risultato ne fu un vetro un nero verdastro. Lo

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