Delta, Vegetatione delle fietrt. Gap. IX. 9 t
prima fatta da' Romani ne' tempi diViccrone la stesta Fossa , allor dettaCava Curiana da Manio Curio, mandato«lalla Repubblica , poi rinnovata e fat-tevi anche dell’ altre in diversi tempi;pcrche tra le ragguardcvoli qualita diquel Lago , una ve n’ ha maravigliosa»chc genera tartaro poco men dur o ehemarmo , e volgarmente vien detto ilMarmo di Tie di I-uco : e dove le aeque)di elso hanno quieto e piacevole il cor-io , cid punto non fanno; masolonelluo piu valido vigore , ehe dal concita-to moto di se steife ricevono , il tarta-ro formano anche in poco spazio ditempo j tanto ehe i foraliieri, ponendoun baltone fotto 1’acqua , lo cavano poivestito dipietrate trattone leggiermcn-te 1’ accrclciuto , si vede in breve un_.molto artificioso canale formato dallanatura . Leandro AlbeKi nella Descri-bi one dell’ Italia dice , ehe 1 ’acqua chia-ra ;di quel luogo compone il salso percotal guisa , ehe bisogna a certi tempicoi serro tenere aperto il vado , ecreveggonsi intorno ad elso i legni copertidi luiso . Il Campana a cart. 94. descri-vc distintamente le cagioni di formarlile cave, o Löste suddette , c la necesfitdpcrche crescendcril tartaro , chiudea lelleste ; ne qui vogliamo trascriverlotutto ; e dice, ehe ha pure di cid scrittoMons. Majolo De .Admirandi! Natur#rebus , con cui comunicato l’ avea Ga-briele de’Marcheti Castelli,primo ritro-vator di eisa cagione . Soggiugne , ehemolte cole di maraviglia si ostervano,dadiverti antichi Storici avvertite , e daLeandro Alberti notate; se ben esii nonfanno menzione di quella ditferenzadipetriiieare piü in uno , ehe in un’ astroluogo ; ne ricordano , ehe okra 1’Iride ,ehe ogni giornoli vede sopra la cadutadi quell’acqua,ed una minutillama,for-mata per lo moto violentissimo in quel-la quali particulare discefa di smisurataaltezzajoltra il rimbombo continuo,udi-to Iungi dove quattro, dove al piü sei
miglia , e i vapori, ehe quindi de' colo-ri aiversi prendendo forma s’innalzano,se ne genera anche un vento particularedi soave temperatura, chiamato il Mar-morese . Dice , ehe quel tartaro dentrola stesta Cava Curiana , in procello dicentinaja d’ anni crebbe in modo , ehequali stroppato il Canale , discendeva-no aslai malagevolmente le aeque , edin picciola quantiti ; onde le inonda-zioni cfebbero notabilmente . Atfermapure, ehe si discorrercbbe anche delleprobabili cagioni, onde piu in un luo-go si generi, ehe in un’altro, quel Tar-taro 1 se cid non apparter.este anzi alrilosofo , ehe all’ lttorico . Il MajoloD]er. Canic.Tom. 1. fa menzione destostesto Lago Velino , in cui buttato illegno, si copre di corteccia pietrosa : evi cita Plinio , ehe ne fa menzione inpiu luoghi; e Seneca piu antico, il qua-le nelle Ouxfi. Natur, lib. 3. cap. 10.disie: Res abjeft# in lacum,lapide# Jubin-de extrahuntur . Quod in Italia quibusdamlocis evenit fivevifgam, ßve frondem de-merseris , lapidem post paucos dies extra-his . Circumfunditur enim corpori limus ,alliniturque paulatim.Cio: Antonio Ma-gino in Geograph. Ttolom. trattando deiLazio , e dell’ Umbria , e spezialmentedella Sabinia , fa pur menzione di que-sto Lago,dicendo: Ineaetiam efl Felinuslacus, nunc Lage di Tedelugo , quem 'Um-bilicum , seu medium Italix Tiimus exVarronis sententia esse afirmat . Lacus is ,ut ait Leander , coitibus editioribus undi-que cingitur, quanquam in pnecelßunLamontium jugo fit , <£• aquas habet claras ,cujus vis est ligna in eo defixa intra pau-cos dies lapideo cortice obduci. In eo opti-mi generantur pisces, prxcipue truttx, &■tine# finespinis . Ex hoc lacu aqua perexcavatam in saxo viam miri- prxcipitat;adeo ut fragor , & sonitus ad decimum^milliare exaudiatur. Et hoc aliud etiammirum contingit ; nempe ad sextum mil-liare nubem quandam perpetuo consurgeretx aquarum fumo propter vehementem un-M 2 da-