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Tomo I.
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Delle Gemme risplendenti di notte . CaP.Xll. I43

ma risplendere di notte , la quale nonera Rubino i ma di un pallklo colore dicedro , ehe stimava effer Topazio , oDiamante di quel colore .

7. Roberto Boile Objerv . De

1nante lucente , aggiunte al trattato DeColor ibus, scrive , ehe uno avea un Dia-mante, ehe strofinato luceva; e ehe i di-gnoti di Claitonio aveano altresiun ra-ro Diamante ; e porta alcunkescmpj»cioe t

8. Marco Polo narra dcl Re di Si-lam , ehe possedeva un Rubino , il piiinobile, ehe vi folle per tutto il Mondo,di lunghezza di un palmo, e di grossez-za di un braccio, fenza neo» ehe rsplen-deva a guisc di fuoco i ed avendogliotierto a nome dei Gran Cafn> suo Si-gnore, il prczzo di una intera Citri: ilKe non volle venderlo,per tutto il teso-ro dei Mondo ; perche era liato de’ suoiAntenati.

9. Telia Relatione fatta al loro Im-peradore da'i due Cosacchi della Rus-lia nel 1619. de’loro Viaggidl riferiscc»edere Itato a loro raccontato dal Popo-lo di quella terra, ehe il Re loro polse-deva una gemma ( ehe dimano Rubino).ehe di notte, e di giorno ancora, a' rag-gi dei Sole risplendeva .

10. Narra il medesimo Boile,avereudito da un Prefetto di una Colonianell’ America , effervi tradizione tragl' Indiani di quel luogo, ehe in un cer-to monte - in cui e difficile 1’ accodarsi»vi sia una pietra , ehe manda di nott--»una luce assat viva» in didanza grande 1e ehe vi mando un' Inglese con altridella terra per olservarla; il quale riferi»ehe avea veduta una luce di lontano;ma, o ehe si era egi i disperduto nelcammino,o per altra cagione: ritornatocon dificulti al luogo, donde n’erapartito, torno a vedere la stefsa luce.

n. Benvenuto Ccllini Dell’ *ArteCemmar.lib.i . dice, ehe in tempo di de-mente VII. Papa, vide nelle mani di unMcrcadante Ragusto un carbonchio

con bianchezza livida , molto grazioso«e splendente , ehe dava luce di notte ,guisa dei fuoco, il quale lia spirando :ehe un certo Giacomo Cola, di notteritrovö nella sua vigna una pietrasplendente,a guisa di una picciola brace;e ehe avendola compratamaliziosamen-te,a vil prezZo» 1 ’Ambasciador Veneto:parti subito da Roma; perche non fodecollretto a redituirla : e ehe poi a granprezzo la vende a Coflantinopoli aiGran Tureo . Dice ancora lo ltedbCellini , come narra 1 ’ Imperatolib.zi.Ddl' Isior.Nat.eup.io- ehe i Rubi-ni de’ luoghi Meridionali, bcnche po-chi ic nc veggano , non hanno colorgrande » come i Levantini ; ma imitanoil Balascio acccso c vivace; sieche digiorno si veggano brillare, e di notte-»rendon luce simile alia lucciola : e que-di, ehe di notte risplendono ,/ono pro-priamente chiamati carbonchj.

12.. , AtFerma il Boile, ehe, benche siaegli molto alieno dallammetter per ve-re le cose maravigliofe; non pero e adaipronto a ributtarfe,come impofitbili; eriferifce gli esempj di coloro , ehe taligemme concedono. Tacitamcnte, perd»concede , ehe queste gemme Ii ritrovi-np , ancorche abbia riferito in contrariole parole di Boezio de Boot » di Gio-vanni de Laet, c di Vormso , le qualiportaremo nel seguente ^trticola .

15.. Il Conig riferisce una letteradiFrancesco Spinola, Milanese» scritta alSacerdote Francesco Pilo di Brescia neli;6i.in cui spiega, ehe tre fpezie vi sie-no di Piropista prima , detta maschio da*Persiani, ehe si ritrovi nel Pegu dell'In-dia , di mirabile grandezza , e splendo-re» piii prezioso di tutte 1’ altre gemme»e ehe abbia ricevuto dalla Natura una.propria luce , la quale di notte risplen-da come Sole . La feconda specie dice»ehe lia nel paese de’ Trogloditi nellaLibia, e cherisplenda nelle tenebre, po-sta nell’ aequa . La terza specie piii vile,detta femmina da’Medj, e Rubino da*

nostri.

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