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Tomo I.
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144 Ißor.dclU Gemmes delle Vietre di Gtacwto Gimma.'Lib.l.

nostri, priva di lume propriodDice, ehedi queste spezie moste cole hanno scrit-to Plinio , Alberto , ltidoro , il Marbo-deo,ed altri Poeti, come Lucrezio, Ov-vidio, Properzlo, il Vida .

14. Giovan-Giacomo Vechero Desecretis Hb^xart^üSciilTc : Carbunculusin tenebris rut ilat, aerem circumsecus procorporis n.odo illuminando-.e vi cita Gio-yanni-Batilta Porta .

15. Francesco Rueo nellib.z.cap.14. anche scrive di certi Carbonchj, iquali per tenebras lumen diffundunt ;

•osi quab tutti gli Autori degli antichisccoli.

I Padri , e Dottori, la medesimaopinione dagl’ Istorici, c da' Filososi ri-ferita , per certa ricevendo , i’ hannousata nellc loro interpretazioni, ed ap-plicata a varj sentimenti morali. S. Epi-lanio concede una spezie di Rubini, ehedi notte mandi scintilledi fuoco ; e ehesia tanta la luce dei Carbonthio ^phe->,benche altri con veste la ricuopra ; nonpero polia contrastare la via a quei rag- .gi, ehe d' ogni intorno si spandono. Isi—doro lib. 16. c. 1;. Carbunculi fulgor necnotte vincitur, colore ignitus,ut carbo, lu-cet in tenebris . Conserma Io stello 1 'Abulense , ehe tenebras nottis convincit ^11 Percorio molto pili si diffonde , scri-vendo : Carbunculus est lapis pret iosissi-mus, ignei coloris,qui ici fulget, quod necnotte vincitur fulgor ejus : lucet enim denotte, ita quod usque ad oculos radios vi-brat: & cum sint multa:species, fili. duo-decim, ille tamen est potior , qui plus ful-get, & rutilat, rrtore ignis, ut dicit Ijido-rus. Ejt etiam queedam Carbunculi species,exteris nobilior, quamZona candida ,prscintta.omnis autem Carbunculus notte,& die rutilat, atque fulget,& more ignisjugiter inardescit . S. AgostinosiA 2. DeDottrina Chrijtian.cap.i 6 .alferma, ehe ilCarbonchio non liriscalda; ma lilce nel-le tenebre : e niu dentro , ehe fuori ri-splendc.Cornelio 2 Lapide in .Apocalypjmentre scrive dgl Carbonchio, spiega;

Scilicet mdica luce in se colletta; non a\£tem foras emicante ; uti Gemmarii expertidicunt.

16. Il P. Giovanni-Stefano Meno**chio nelle S tuore Century. cap.$z. scrissequelche narro Eliano di Eraclca, donnadi sarantoda quale avea curata la gam-ba di una Cicogna picciola , caduta daalto: e ehe quando fu sana, la lasciö vialibera ; e ehe la Cicogna stella nel se-guente anno , volando piacevolmcntesopra Eraclca,coi becco !e pole una pie—tra nel seno , la quale di notte ncllastanza mandava splendore ; e ne Ioda lagratitudine deU’TJcecllo .

17. Gliesempj, c le autoriti sonoveramente molte di coloro , ehe attri-buiscono lo splendor nelle tenebre alieGemme : spezialmentc al Carbonchio,cd al Piropo; perche 1 ’ antichitä turtafu di quclta opinione ; la quale, perchepoco ci e soddisfaccente : vogliamo conragioni, e con autoritä rifiutarla.

A R T I C. III. *

Si dimoflra effer favola, ehe le Gemmejisplendano nelle tenebre.

18. RA le molte favole , eheJ. per veriti 11 difendevano

dagli Antichi , c senza dubbio questa,con cui si da virtit cosi maravigliosa adalcunc Gemme , quale e risplendcre dinotte . Quelche reca maraviglia mag-giore, c , ehe tanti Principi, - cui nonmanca 1' autorita , e'l danajo , si veggo-no privi di simili Gemme ; ancorchemolte, e rare ne abbiano ; e pur dovreb-bero ricercarle per proprio uso , comopiiinobile de’ lumi , ehe nellc regieilanzesiconsumano . Tutti gli esempj,e tutte k relazioni,che 11 porta no, sonosospette di sede , perche tutti lo dicono,perdetto altfui . Quell i , ehe porta ilBoile; ancorche folscro veri, non posso-no perlbaderci, ehe li sieno vedute si-mili Gemme; poicche ii Diamante stro-

sina-