Delle Vir tu delle Gemme. Cup- XIII. 149
tu; onde tutte le sue Operc di scioc-chczze son piene . Affermb egli lib. Desubtil. 7. niuna pietra aliatjut egregi«virtutis expertem esse ; e ehe alix gemmavit£ longi tuiin'h alix incolumitati , qux-dam iivitiis->alix amori ,alie divinatio-ni , alice roborii alix bonx fortunx foventyalix etiam sunt infelice * : quxdam pigros ,quxdam timidos , quadam Latos , quxdantrijles faciunt. It Renodeo lise z. feci. z.lodanuo le Gemme* nel proemio, dice*chc r.ulli dubium ejt , quin sua fit Gemmisdivinitus insita virtus , aitPoeta ; e eheä fascino tuentur , morbis medentur,sani-tatem conservant , oculos recreant , mentemexhilarant , tristitiam pellunt.- Argomen-tano , ehe hanno virtii dailo splendore*dalla rasit!, e dal prezzo : e crcdono ef-fere impossibile, ehe produzioni, cosinobili della Natura, non fieno dotate diqualit! proporzionate y e straordinarie.
3. Dissero alcuni » ehe qriestc-virtiiderivano dagli Elementi, da’quali so-no composte le pictre : e questa opinio-ne degli Antichi volle difendere Alef-fandro Greco,Peripatetico,'il quale tut-te le cofe animate ,e prive di anima,at-tribui agli Elementi. Platone tutte lecofe inferiori effere rdeate dalle Idee su-periori fupponeva , ehe appdlava sepa-rate, e di gran potenza , e da quelle ef-fer generato tutto quello , cheii gene-ra , e trafmutarli Ia materia delle cofegenerabili, e corruttibili, cd altcrarsi; ecosi alfermo-, ehe le pietre ricevano Iacomposizione, e la virtii di quelle Idee.Ermete , e molti fuoi feguaci Indiam,c gli Astrologi dissero, ehe tutte le vir-tii delle cofe inferiori fieno nelle Stelle,e nelle Immagini celesti . Cosi LevinoLennio De occult.nat. mirac.lib.z. cap. 3.ferisse , ehe il portare un’ anello , o un_>monile, con gemma virtuofa , non fosoe d’ ornamento a chi Io porta, e gli con-forta Ia vista ; ma con una certa virtiinaturale, ed occulta, conforta il cuore,erallegra 1’animo : la qual virtii vienepropriameate da Iei, e da quella nasco-
sta ed occulta propriet! , ehe vienedalle Stelle , come asserma Marsiglio,Avicenna pensö , ehe in tutte le naturevi sieno talvolta prodigj, dalla immagi-nazione de' Motori superiori, come sein questi vi sia immaginazione . Altri, efpezialmente gli Aristotelici , ricorronoalle Gau se occulte ; poicchc ( al dir deiRueo De Gemm. sacr. lib. 1. ehe questasentenza difende ) Ia propriet! di tuttala sostanza , chfamano occulta ; perchcdalla ragionc umana le‘ forae della fo-stanza capir non (I possono , colle qualisi fanno cosi stupendi ulicj; e gli Uomi-ni troppn doni non le firmo, se non perIo continuonso , il quale non e cavatocolle ragioni umane, o per isperienzaragionevolci ma riNovato per un casua-le successo , o perqualche rivelazionc;come coi mezo de' sogni . Cio provzcoli’ efempiö della Ros! silvestre : enarra la Storia , ehe per meZo di un so-gno fu ri velata la virtii della radice sua-contro il morso dei cane rabbioso , econtio gli esFettidi quello: e cosi esser-;si sii pute .le occulte qual it! de’ misti,fenza che-fe nc possa conofccre,cd asse-gnar la cagione . Cosi egli crede, per di-vendere la se a siivolofa opinione , ehevaole per vera persuadere .-
AREI C. II. i
Dellit Virtii favolose ajjegnateolle "Pietre.-
q. r-» Ono cosi maravigliose le vis-
O rii, ehe predicano alcuni del-le Gemme, c delle Pietre, i quali fpessocofe fuperstiziose , ed impossibili vo-glion persuaderer, ehe fenza dubbio ctmuovono a riso i e delle liesse virtu ce-lebrate: pcrche non possono raostrar ca-gione veruna, o connessione, o ragioneiricorrono alie caufeocculte, colle qua-li tante menzogne difendono.Nel libro»ehe fu attribuito ad Alberto Magno , (iIcggono cofe affatto indegne di tanta
Uomo»