1 66 Ißor.delle Gemmeae delle Vi cire di Giacinto Gimma. Lib.l.
duella di Marte Io faccia ferte» e vitto-Jiolo: quella dei Sole cagioni ricchezza:tjeella di Venere , o dclla Luna, facciatc/deguire ogr.i desiderio. Non vi eStella, alia cui immagme non diano al-cunj virtii. Cosi vegliono, ehe la figu-ra dei Dragone cagioni allegrczza , cikchczza:ed altre desaivon: ;giugncn-d.o a promettere con tali figure delleStelle, Ia prolczia , !a religione, 1 ’amordclla Lede, e simili.
4a. Sciisse Gaudenzio Merula nel-la sua Eluovc Seha üb. 4. cap. z 1. ehe lapietra Be^aar sia gioviale : cd intaglia-ta perfettamente , e se con do sordine, clcolpitavi dentro 1’ immaginc delloScorpione cclcste, ella c buona contro imorsi dcgli scorpioni terrei iri. Dice ,ehe gli Altrologi antichi, per allungarla vita , e far Ia felice , e tranquilla, fa-ce vano simmaginedi Giove in una pic-tra bianca 6 chiara , esiguravano un’liomo coronato a federe sopra un’Aqui-la , o lepra un Dragone : c la saccvanonell’ ora di Giove , e flendo egli p. Itofelicemente nel suo Regno, avendo in-dosio una veste di eoior giallo . L’ Elio -felino coli’ immagine dei Sole , edellaLuna^ongionti insieme, se da alcuno eposta al collo con un silo di argento le-gato , quando la Luna enelia sua casa,o in quella dcl Sole nello ltesso minu-to , e tiene i suo i angoli, ne riportario Io lpirito Solare, o Lunare. Dice, ehenell' Ematite li scolpisce il Serpcntario ,elfe simmagine di un'Vomo cinto c nuna Serpe , e con la sinilira la coda ,debba avere !e ginocchia un poco pie-gate , e la teüa alquanto alzata. I Ma-gi di Lersia ccniigliavano i loro Re ,ehe dovcslcro scolpirc nell’Lmatite_>quella immagine,c Ia mettesscro in unoanello doro'- di mani era, ehe tra 1’oro ,e la pietra li met teile un p co di radi-ce di lerpentaria , quando Ia Luna ris-guarda il Serpcntario; per.hc questoanello era buono a preservar 1 ' Uomodal velcno , e da tutte Ic insermita vc-
lenosc : e dice , ehe questa immaginelia molto commendata da Pietro A po-nente , e da Ali. Ma queste vaniti a'Professori k ro tralasciando , non v’ ddublio, ehe quelle savole abbiano cre-dute per vere ; (iccomc altre ancora pervere hannolcritte . Lo st esso Gauden-zio Merula molte savole ha narrate pervere dentro tutto il suo libro . Dke nellib. 2. cap. 2. che nelle piii rimote partideirinc.ia , siccomc narratio i Grcci, sitrovano cerci Popoli , i quali mettonole piu me per il coipo , come fanno gliuccelli , e non vivono d’alcun cibo, mali nutrilcono solamente di odore ; rice-vendo pel naso 1’odoic, ehe esse da cer-ti soavissimi siori; e subito che sentonoodor puzzolente, o cattivodi muojono.Dice,die vicini a questi sono i Pigmci»i piu grandi de’ quali arrivan;» ais al-tczza di riue piedi, e fanno guerra con-tinuamente colle Grue . Cosi narra de’Satiri nell’estremo Oceano: dcgli Domi-ni di peio rosio , che hanno al fine deifilo dclla schiena le codc poco minoridi quelle de’ Cavalli. Cosi racconta al-tre maraviglie : e di queste,e d’altre si-mili,abbiamo trattato nelle noflreDis-sertazioni De Hominibus , e De minimal,fabulosis; dimoltrandole tutte lavolc,cheper verita , e con varie lstorie da piuAutori si raccontano. Plinio iih.37. cap.9. trattando c.egli Amctisii, c delle suespezie, rifcrisce , che i Magi, sra 1 ’ altreloro vanitä , dicono , 1 he questa giojanonlascia ubbriacarc altrui ,e che scri-vendosi in eis a il nome defla Luna , edcl S ie, ed appiccandola al collo oconcapelli di Cinucefalo , ocon penne diRondinc» che giova contro le malic : edin qualunque modo si porti addolso :cd a chi ha da pariare a Signori . pico-no ancora , che caccia la tempesta , ccose simili, c le locuste , dicendo infre-me certe parole, die insegnano . Sog-giugne Plinio, che simili cnetti,dicono,che fanno gli Smeraldi, intagliando inessi aquile , o scarafaggi; le quali co-