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Tomo I.
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Delle VirtH delle Gemme. Gap. Xlll. 177

chiato tencva , e 'cosi fi avvelenö da sestcslo; non e, dunque, ccrto, ehe Anni-bale porto nell’anello il veleno .

A R T I C. X.

Degli ~ 4 nelli favolofi deglivdnticbi .

64. Qp Roppo facili sono vera-J. mente stati varj nostriAntichi a credere alcune cose , ehe tralc favole anno verare sidebbono,le qua-li con maraviglia per vere Istorie ti so-no stritte : e forfe oggidi ancora vi echi Je creda , e le sci iva . Gli Anelli diCige, e di Pirro'lono due belle favole :e pur tra le Istorie , e l’erudizioni han-no avuto il lore luogo , e sono celebra-ti , e sommamente ammirati j anzi al-cuni, per diiendergli come veri, han_.creduto , ehe tieno stati Magici : altritra gli Altronomici gli annoverano.Questa facile credenza eamoltecofeavvenuta , delle quali li polsono recarepiüelempj , ehe come verc Istorie in_>varj libri st leggono : e qui basta rccar-ne uno . Molti hanno scritto della vo-racita, golosita, e dissolutezza di alcu-ni Uomini , veramente stravagante : eciecamente 1’ hanno creduta , e predi-cata . Hanno scritto , ehe Milone Cro-toniata mangiö venti mine di carne» cdaltretante di pane in una volta , e tregrau vasi divino: cosi in Olimpia di-voroun Foro di quattro anni, ehe nel-la distanza di uno stadio porto lenza—>prender stato . Astriadama da Mileto ,invitato da Ariobarzane Persiano a se-co delinare con molti altri, ritiratostsolo in eucina , st tranguggio tuttoquello, ehe per tutti stava apparecchia-to > c se ne usci destramente di casa ,come narra Arriano Istorico. Di Fago-ne> die e Flavio Vopisco, ehe invitato daAureliano Imperadore con molti cra-juloni , mangio egli solo un Cinghialeintero , cento pani, due Capretti» u n ...

Tom.I. ' '

Castrato , ed un porchetto, con un nu-stello di vino , per lo spazio di mezogiorno . Cosi narra pure di Galba Im-peradore , ehe di mezo verno comin-ciava due ore dinanzi il di a mangiare,e la notte, quasi tutta, non bastava aliesue cene : e la quantiti poi delle ossa »ehe le a vanzavano dinanzi,era tanta, ehea cinquanta bracchi avrebbc cavata lafame . Clodio Albino mangio in unacena Cinquecento fichi , cento perstchidi Campagna , diece meloni u Ostia»venti pesi di uva , quaranta ostriche, ecento Beccafichi. Teagene, lottatore-divorava solo un Toro: cd Aglaja,suo,natrice» figliuola di Mpgacle, mangiavadiece mine di carne , quattro misure di

[ >ane , e due mastelli di vino . Cambise,le di Lidia,si mangio nel letto una not-te la moglie : ed Andebuto , Re d’ In-ghilterra, in un Con vito si empi tanto,ehe crepö. Uguccione della Fagiuola-»,Capitano , e Signorc di Pila , c di Buc-ca,disse a Cane della Scala in Verona-,,stando a tavola , ehe da giovine era—»avvezzo a mangiare in una cena due_^paja di Caponi grasii, due Starne , un_.quarto di dietro di Capretto arrosto, edun petto di Vitella ripien.),allesso. Que-sti , ed altri esempj stravaganti , hannoraccolti il Tcltore in Ojicin. tit.y. verb.Gulosi : Gio: Felice Astolfi 0 'ficin. Ifior.lib. 1. cap. 25. Lodovico GuicciardininelFOre di ricrea^ione,ed altrnegli han-no anche creduti, quasi ehe gli Uominidi quei tempi non sieno stati come inostri , cd abbiano avuto il ventre ca-pace di ricevere tanta abbondanza dicibi:ed altre stravaganze appo gli _crit-tori si leggono, e si credono .

6;. L' Anello di Gige e assai cc'e-brato: e gli attribuiscono la virtü di fa-re invisibile chi io portava . Hanno ciomolti stimato vero: cosi il Castaneo ,Tommaso Garzoni, ed altri, ehe dimo-strano di non aver letto Platone ; o diaver facile credenza gia data alie favo-le. Francesco-Carlo de Ob«rsulz in__,Z Tbe~