Del Cr iß alle . Cap. I. 319
avvii] 1 ’ umido, c’l sccco dell’ Aria. Duealtri instrumenti descrilse il Santorionel Comment, in 1. Fen. Mvicenn. quxft.6 . II prim > stcndendo una iune , o cordadi testugine, peru groisa , nel muro , oin altri Uioghi, e nel mczzo una palladi piombo ibfpesa , segnandovi vicino igradi . Quando 1 ’ aria si fa umida , lacorda si restringe : quando secca , st ral-lenta , perche alle volte 1 ’ Aria Austra-le sa umida , e tanto ritira la corda, ehes’inna za: e quando sostiano i ventiSettentrionali, la secca , e fa ehe cali lapalla . L’ altro stromento e in forma diorologio con una corda , ehe st rallen-ta, e restringe secondo la stccita, o umi-dita dell“ aria: c di ambidue ne formale figure . Altro modo proposc in Com-ment . Mrt. Med.Gal.part . cap. 85. col
tartaro bruciato , ehe pesato st debbaporrcall’aria , e pesiust di nuovonellamattina seguente, e cosi dal pefo cono-scersi 1’ umidita.
A R T I C. XI.
no , fu Vittorio-Francesco Stancari»dal quale fu rifatta con fortuna la spe-rienza in Bologna , e penso poterii mi-
J 'liorare, cd abbreviare 1’invenzione ,isponendost i vetri uno immediata-mente sopra 1'altro in un picciolo can-noncino , ed in tanto numero , ehe se-condo 1 ’ intenzione dell’ Inventore , laloro moltitudine astorbisca , e consumila luce, ehe pasta per li vetri, facendoladel tutto sparire sul cannone : ecosiquel primo vetro , per dove la luce in-cominciarl ad entrare, fall il primo gra-do dei la luce, numerandolr tanti gra-di , quanti saranno i vetri, ehe la lucerieevono .
2 j. Il Globo di vetro ripieno di acqiugiova a poter leggere da vicino , e da-»loutano » rendendo visibili lc cose mi-nutillimc» e molto sottili: coll’ajutodi un kirne illustra a guisadiSole: edop posto al Sole, brucia alla distanza dclsuo semrdiametro ,'come ast'erma il Co-lantio nel Traft. Optic. e Giovambati-sta Porta nella Magia lib.ij.cap . 15.
Del Litcimetro , e del Globodi ve'lro .
22. -i L Lucimetra misura i gradi1 della luce: efu inventato dalP. Francesco-Maria da Parigi Capucci-no > ehe lo descriste in un Libro stam-pato in Parigi nel 1700. e propose 1 ’ in-venzione prima all’ Accademia Realedelle Scienze : la presentö poi all* Ab.Bignon Prelidente della stesia , e fu ap-provata ed appl audita . Loste! Po librofu tradotto dal Francese nella nostra fa «■vella da DomenicoCecchi Castigiione-se , e stampato in Padova nel 1707- e-»desto stesso sc ne di relazione nellaGalleria di MtnervaTom. 6. part. 6. e nelGiornale de' Letterati d’ ltalia part. 5.art. 19. Il Traduttore peröe pure Ca-puccino, cioe il P.Serafino da Castigiio-,ne: e l’Autore delle due Leitete,le qua-li eziandia nella stesta Gaster ia si leggo-
A R T I C. XII.
Dell' Occbiale Toliedro , e del PetroTriangolarc .
24. T ’Ocehiale , o Vetro lavora-L to a facciate , detto dalGreco Tolybedrum r del quale tratta-»Giovambatista Porta nella Magia natu-rale lib.tj.cap.10. e’l Colanlio » multi-plica gli oggetti secondo il numero stel-le facciate in maniera, ehe una cosi—»apparisca multiplicata in tante , quantesono le facciate medelime . Pareri peröCitta unacasa » Armata un solo Vascel-Io , Compagnia un Soldato, cd una mo-neta su la tavola mostra piit monete , si,ehe ia vera posta a caso trovarsi . Mi-rando una faccia da vicino » pareri otutti nasi , o tutti occhi» o tutte faccie,come Briareo.Ove sono piiilumi drnot-te,gli multiplica con vaghistima vcdttta,