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Tomo I.
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3io lßor. delle Gemme , e delle Putre di Giadr.to Gimma.. Lib.lll.

s[ez:a)mente nelle strade : ed ogni qua-drato moitra come un quadro di linccjLiminose , ehe sono lc steile stamme dcl-li lucciua - (Quando li vede il mare co’ iValcclli, fa comparire una spiaggia co’suoi vascelli piü volte replicati» com Lo-mini, o animali , ehe vi sieno nclla ter-ra contigua ; ma in maniera , die i qixa-dretti di futto l’Occhiale glita parer vi-cini , e quer di sopra lontani. Ma quan-do l’oggetto e lontano, quanto piu la_jdistanza e grande» piudistante apparilcc;e perö meno li multiplica » o apparemultiplicato ;non po tendo l’occhio nel-la picciola circonlerenza del vetro scuo_prire spazio grande : siccome quantopiü e vicino , piü li vede multiplicato iliüooggetto . Se tra le dita si gira l’oc-chialc Itellb avanti 1’ occhio nell’attodi vederc , i vascelli, ed ogni altra cosaappariranno muovcrli , e camminare .Multiplica il Corpo Lunare » facendolovedere coi suo colore a dilferenza delVetro Triangolare, ehe dimostra il cor-po della Luna con colori diversi in for-ma piramidale con color rolso ncl fon-do, ccleltc nel mezo , e giallo , o verdenclla cima . Diceti Occhiale a jacciate ,ehe multiplica gli eggetti ; perche li iacon duc vetri a guila dell’Occhiale co-mtinc . N’abbiamo uno Ipianat) a novefacciate in maniera , ehe ciascheduua dicae va a terminare nel mezo , e tutt»->formano la punta , la quale andandopoia ferir nella punta della pupilla degli oc-dii, e dallc diverse faccie venendoleimmagini rilietlc agli occhi, non li saconolcere quale lia la vera : c tutte lenove immagini , ehe II veggono , appa-riscono dispoltc in giro , come in girosono le facciate dcll’Occhiale spianate inambiduc i vetri. Si fanno ancora quelliocchiali con un solo vetro posto in uilj' subo , o Cannoncino di legno lungo datre dita , colle facciate del vetro non ingiro ; ma divise in quadro »le quali co-si in quadro dimoltrano le immagini .I vetri ancora li fanno coloriti: ecosi

molti vengono ancora da Germania » eli portano da coloro » ehe vendono iCriltalli di lsoemrma . Si labbricano an-cora gli bpecchi Policdri, ne’ quali unosi mira multiplicato secondo 1’ordinc , enumero delle facciate .

25. Il Trijina Triangolare , ehe purdic esi Petro , o Critlallo Triangolare, perla ui verse rcirazione della luce ci rap-pre lenta le si gure con diversi, e maravi-glioli colori simili a quelli dell'Jridc ;anzi atiai piü vivi ; cioe con colori dirose , candido, veimiglio , cerulco , dioro, e milii, molto grati allocchio ; raatre o quattro lono piü apparenti. Mo-lira le case , e le eflremita loro , e dellevelli adornate degli llelsi color , le llra-dc, e le mura , le quali simo variate diparti olcure , e di chia re, sembrano ta-peti bellislimi, coloriti com gli Uomini,gli alberi, ed ogni altra cola. Poito alSole quelto vetro manda le sue spere ne'lati oppolti , una biancheggiante , comcsa lo lpecchio comune, e due degli lks-si colori dcll’Iridc . I a vedere alte lecose balle , e balle le alte , e da una_»parte sola moitra le cose al rovescio , ependenti, come 1 ’Uolno co’ i p edi rivol-ti sopra, e colla testa giü ; ma non colo-rite con variet! di colori . Largamentene tratta il P. Zucchi nell’Opsicd Thil*-Jopbica : ed uso quelli Vetri il P. Mat-ten Ricci , ed alt re cose Matematichenella Cina per introdurvi la Fede . Nedono uno ad un Cinese appellato Giu-taisö , il quale lo pofe in una cassetta-,di argento , e legollo negli ultimi nodicon catenclle di oro, e vi pofe un’enco-mio , coi quale approvava , ehe era_»gemma , ed un pezzo di quclla materia,della quale e fabbricato ilCielo, comenarra il P. Trigauci neWEntrata nelleUtChi hj ie’ Tadri , lib. 4. cap. 4. e giunsea tanta tlima, ehe uno gli orferi Cinque-cento scudi di oro.Non lo vende allora,sependo, ehe uno di que i donativi, ehesi faceano al Re dal P. Ricci, era tal ve-tro; ma volle venderlo poi con maggior

prez-