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Tomo I.
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3<5o IßorJeile Gemme, e delle Tietre di Ghcinto Gimma.Lß. In,

Magnetica abbia avuto i fondamenti, ela materia dallc dottrine dcgli altri I ta-bani :e molte cose ancora riserito ,chealla steila invenzione appartcngono > lealtrui diiticulta t-itte lciogliendo .

6 r- Fu 1 ’ inventore dcl BossoloNautico Flavio Gioja dclla Citta diAmalfi nella Provincia dei Regno diNapoli appellata Principato Citra . IIPurcozio Francese cosi serisse: Direktrixilla virtus , qua in acu nautica magnetisvirtute imbuta /e prodit , apud Europaospopulos a quadringentis dumtaxat annis,vel circiter innotescere coepit.Nam Flaviusquidam, vel ut alii scribunt, Joannes CiraMmalphenjis, sive.ex urbe ^imalphi itu*Regno Neapolitano , pixidis nautica cir-ca annum Christi i$oi.inventor fuifle vul-go memoratur ; unie illud :

Trima dedit Nautis usum magnetis«, 4malp})is-

Kello steslo iuogo dclla nostra Italialetterata abbiam dimoitrato , ehe lichiamb Flavio Gioja, coü'autorita di ungran numero di Antori : c cosi volle ilV-oilio De Matbes.nat.& con]tit*.+j.$.f.

6;. Danno alcuni la gloria a Gilbe r-to Medico lnglcse di eilere Itato de’pvi-mi a Fcriver molte cose , c molte ostcr-vazioni dclla Calamita : e benche Io fli—miamo Autorc alTai dotto; varj suo i er-rori nondimeno molti Scrittori hannopoitoin chiaro . Ma tralasciar non dob-biamo quelche nella ite lia nollra Idea~>dell' Ijioriadell’ Italia letterata abbiamoavvertko. Giovambatilia Porta celebreNapolitano , ehe varie novitu utili ha_>dato alia Repubblica ktteraria , dopoavere pubblicata Ia sua Magia Naturalecoit' ldioma latinoda tradutle in vulgä-re, c l’ accrebbe sotto nome di Giovannide Rosa : e noi l’ abbiamo coli’ edizioncmigliorata nel 1677. ’ n Napoli per An-tonio Bulifon . Vi aggiunsc I' Autore-»un gran numero di segreti , e la dichia-rawionc di molti , ehe prima non s‘ in-tende vano: e questa forse per rifponde-re alie censure uttegli dallo ItesTo Gil-

berto Inglese . Si lcggc nella steiTa Ma-gia lib. 7. nel proemio, ehe 1’lnteipretc(qual’e il medesimo Giovambatiila_jPorta ) cosi dice : Io non pojjo jopportare,chel' .Autor mio lia a torto lacerato da uncerto GuglielmoGibberto Cloachenfe Medi-co Ingleje, il quale avendo copiato tutto ilfettimo libro, ehe paria della Calamita , inunfuo libro, con dijcortefe e barbara _#creanda , per non far cono/cere il furto , /0vi tacciando di paflo in paflo. Giura l'Mu-tor e Jen^a averlo vi flo , ehe sta qualche me-lanconico atrabilario di elata mente ; msdi bafla dottrina , ehe nonpotendo altri-mente , voghono moflrarfi grandi coi diremale d’altri , inftl^andovi Jpeflo Ippocra-te , Galeno, Mriflotile ,Tlatone, Me^io,Fernelio, Fracafloro , il Cardano , cd altriVomini de’paflati , e de’ nojtri fecoli, eheegli non intende: t quel foco , ehe dei suoi ngegno vi aggiunge , o jon coje di poca.consideratione , ehe l' Motore ha lajciatoporre per vergogna-.e l' altre jq no capricci,jprvpojtti , vanni , Jcgni d’ infer mi , e solede’Hornanti.Ml fin vi dalparlar della Ca-lamita, ehe la terra fia mobile, cose, ehe perla loro impojfibilta Jono Itate rejette da A iantiebi , e moderni ingegni . Or mentreCMutor s’ appareuhia rijpond.rgli nella-,Jeconda editione coli’ aggmnta di moltimirabili segreti , non pojjo contener di ri-Jpondere ai alcuni . Altre cose lo IteiTotinto Interprete dice in altri Juoghi del-loitelTo libro 7. contro il Gilbcrto in_jlua difesa: e da ciö c manifesto, ehe pri-ma di lui molto avea scritto Giovamba-tiita Porta , ed avea pure tranato dellevirtü tutte deila Calamita ; le suc spe-rienzc satte riferendo . Noi pero, quan-do ci occorrera , citaremo le cose dcllostello Gilbcrto, come e da altri Scrittoricitato; benche molte lieno state gia de>te dal Porta .

AR-