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Tomo I.
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378 }ß or.delle Gemmeae adle Pietre di Giacinto Gimma.Liv.llI.

re il Porsido , e pu-lirlo: la Porpora , e lesuc opere satte a fuoco,che eral’inchio-stro »di cui solo ü servivano gl’Impera-dori nel sottoscrivere le lettere , essen-dovi la pena di ribellionc nel servirsenealtri: il Biffo, o lino sottil illimo di co-lor giallo risplendente a cclor d’oro tl’Ottone > ehe era il Rame simile »e piuecceltente dell’oro . Altrc arti , o modiancora numera , ehe alia Medicina ap-partengono »come in tempo d’Ippocratesi sanava la poltcma dei segato coi fer-ro infocato , come si legge nell ’^iphor,/tf.sect.y. Quorum heparsuppuratum adu-ritur » fipus a! bum fluxerit , evadunt ; fiverö ut amurca , pereunti Cosi il modo fa-cile di legare le arteric : il medo di to-gliere il Catarro cagionato dal vizio de’Vasi , come si cava da Galeno iz. Meth.cap. ult . Si intemperies cerelr: est causa. _»fluxionis , corrigi debet epithematis ; fidfi ftuxio pendeat avitio vajorum, arteria-tum videlicet , seu venarum ; itaut rationeimbetilliiatisvenarum, vel arteriarum re-cipiantur aliarum partium excrementa, in-tercipimus venam, vel arteriam excidendo,ut sabla cicatrice,humores non amplius con-fluant in cerebruViM* di quelle arti sonoalcune veraraente-perdute,altre ristorate,ed altre affatto favolose,come delVetropieghevole , edc’Lumi perpetui i

Dicono dunque. molti, ehe si for-mavano anticamente dall’Amianto lelucerne de' Sepolcri dette perpetue, edineltinguibili; perche davan lume perpe-tuo : e molti Uomini dotti hanno que-sta favola creduta ; anzi Fortunio Lice-_toferiffe un’Opera di vasta mole DeLu-'tern ; s antiquorum retenditis divisa insci libri in foglio ; ma molte sue favoleRenute per vereabbiamo rigettatenellenolirc Dissertationi. Riferisce egli uiu'gran numero -di Autors v ehe atfermanadi avervedute queste Lucerne; ma tut-ta la sede e appoggiata alia tellimonian-Za di alcunfrusticirpcrarj, ehe disterodi averle vedute nelso scavare la terra .LoileÜQ Liceto|>iofli9tte pel lib.i.cap*

;8. di effere stato veduto da VolfangoLario il lume di una simile lucerna ; mapoi scrisse solamente,chc fu memoria trag!i Uomini di efferi! trovati vasi co’ilumiardenti; non ehe quello 1’abbia veduta .

16. Dissero alcuni, ehe Folio era in-combustibiie : ehe non si consumava, co-me narra Pancirolo De Reb. Deperdit, edeffersi trovata una lucerna nel Sepolcrodi Tulliola figliuola di Cicerone > eheera durata quasi i;;o. anni .Altri , eheera tal lino inestinguibile , e ehe tale eraquella lucerna nel Tempio di Minervain Atene »riferita da Pausania in Atti-cis, ehe bruciava unanno intero ; beu-che il Liceto liima , ehe nclle Lucernede' sepolcri non vi era stoppino. Alcunedi queste lucerne dicono , ehe in veder1’aria si smorzavano; altre ardevano al-quante ore nelFaria aperta: altra non_.potersi estinguere nc coi vento , nccolmettervi aequa , o altra cosa : ma coipertugiarsi solo la lucerna nel fondo ,come quella ritrovata nel Sepolcro diPallante ammazzato da Turno » che fin-sero Gigante passar 1 ’altezza dclle altemura di Roma , come riferisce MartinoCronista , e confermano il Boccaccio ,Filippo da Bergamo ,e’l Volaterrano.

17. Molti racconti da varj Autoritra loro discordi t! leggono: ed attesta-no Ermotao Barbaro , Pancirolo , Ma-turanzio»Scardeono , il Porta , Vives ,il Ruscelli, Libavio, Lazio» Lricio > Ma-jolo, ed altri, ehe da un fonte stessohanno tutti bevuto . Ma questa favola ,oltre ilGaffendo» l’Arelio » cd altri,Fhanno bene impugnata ; cosi OttavioFerrari dotto Lettore di Padova nellaDifiertat. De Lucernis Sepulcralib. dimo-strar.do falsi , ed alterat! i racconti , ecreduli gli Autori, infita rerum admiran-das um cupiditate, ac fabularum dulcedine ;c possiamo aggiugnere , per lo desideriodi scrivcrc cose stravaganti. Esamina ilSepolcro ritrovato in tempo di Paolo IILin cui il corpo fu-creduto di Tulliolafi-gliuola di Cicerone dall’inscrizione :

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