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Tomo I.
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Veli’ Arniunto . Cap. IV.

Tulliola filia me-e: e dalla forma dcl ca-davere femminile : e dice falfamente es-lere itato della figliuola di Cicerone ;non elsendovi il corpo dcl padrc ; anziii dovea leggere : M. Tuli. Cicero Tullio-tx filix sinza quel mex i olere ehe in_»tempo di Cicerone, e molto prima sole-vano i Romani bruciare i cadaveri, e ri-durgli in cenere,al dire di Plinio . £ seil corpo era di Priscilla tigliuola di Aba-scance , come alcuni penlarono , il Lice-to conleffa non elscrvi stata ritrovatalacerna : e come offerva anche 1 'Arefio,non avrcbbcro il Rodigino, PAIesan-cin , il Volaterrano , ehe vi »Iero in Ro-ma in quel tempo,tralasciato di far men-zionc della lucerna i anzi 1’ Alesandriat testa non c.Icrvi stata inicrizione .

>8. Moitro lo lteffo Ferrari falsitutti i lumi perpetui ne' Templi de’ Deide' Gentili,addotti a comprovare i lumisepolcrali dal Liceto , ehe vanamentevolle difendere poterii formare tal 1 ti-me perpetuo ; poicchc nella lucerna d’o-ro , ehe ardea per unanno nel Tempiodi Minerva in Atenc vi siaggiugnea Po-lio, al dir di Pausania in Atticis , ehe viaggiunle anche delle favole . Cosi la lu-cerna di Giove Ammane appo Plutarcodiceasi ardere perpetuamente nella stes-sa maniera , ehe era perpetuo il fuocoVestale in Roma , ed m Atenc, coll’ag-giugnersi 1 'alimento . Cosi anche per al-tre cagioni si diceano perpetue le Incer-ne in alcri Templi. Prova pure favolosoil Sepolcro di Olibio Miffimo dallobeardeono , e da altri riferito, in cuiniunoafFerma di aver veduta Ia lucernaperpetua ; oltrcil disparere degi i „crit-tori incorno il sito della (testa lucerna,e delPolio incombultioilc composto dal-loro c dlargento liqueiatti , come di-cea Nlaturanzio . Cosi nega la lucernaNesidea riferica da Giovambatista Por-ta , dicendo , ehe Porta non semel vani-tatis , ac portentosarum narrat ionum ma-niftHus est . Prova favola , ehe il corpodi Pallante sia stato Gigante: e conchiti;

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de, ehe il Giacobono , lo Scardeone , iiRodigino, PAleffandro, il Volaterra-no, il Leandro , il Casalio, cd -altri( fuorche il Ru scelli, e’l Porta, haud ma-gnx fidei Scritcori ) non distero di avervedute simili lucernc perpetue ; mapiiitosto udite: e’l Vives attestö di aver lo-

10 veduto gli stoppini di Asbesto : ne ilLiceto ardi daifermarlo .

19. Diinostra 1 ' Aresio effere statoverisimile, ehe gli agricoltori si sienoingannati, afferendo, ehe puelle Incer-ne in veder Paria si smorzastero ; puten-do cagionarsi quel lume o colPintrodur-

11 qualchc raggio di Sole , ocolPusdrequalche scintilla di fuoco da’ coipi demarteili, o da qualche vapore ivi accc-so , o da preliigio ; pero non effer ma Jraviglia , le gli Antori tanto discordano;mentre il sion a mico dice , ehe non erafiamma ; ma un corpo lucido , che nellfrtenebre risplcndeva : S. Agostino , cheera forza dei Demonio : il P. ChirchefHb. 8. Mmi.Jubterr. che erano prestigj til Maj olo lo chiama Miracolo : Guterio,che eran polveri , o liquori, che dal-1 ’ aria conccpivano la fiamma : il Carte-sio, ehe pure aifermo tal favola, assegno.altre cagioni naturali , che sono impu-gnate dal dotto Domcnico Bottone nel-la tua Tyro’01)a Topograph, lib. 3. il P.Scorti le crede puPibili coli’arte dcgliAntichi per opera naturdlc indirizzatealia perpetuita : ii Porta dice , cheerafuoco , e mantencrli per non darsi il va-cuo ; il Rulcclli, che erano esalazioni ,chc di nuovo si condcnsavano , e collaperpetua circolazione si riducevano inliquore. Tante opinioni varie non basta-*no ; perche vi sono ancora delle altre;mentre il Citcsio dide , che era fuoco d’Amianto,ed olio Chimico : il Lazio,ehe 1' olio era oro lique fatto- i) siba vio,che foffero polveri , e raschiature dellapietra Gagate . Il Ruscelli stestb nclle.-»Imprese volle darci ad intendere , chc sipoisa ridurre in olio questo alume, opurgarsi dall' umiditi estranea con rei-

13 b b 2 terar-