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Tomo I.
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Dell* Ambra , e dei SmccIm. Cat>. V. 387

A R T I C. V.

Clfe l’ xAmbrt non sia Solfo*ne Fongo .

19. ^ Timarono alcuni theTAm-O bra lia il solfo dcgli Antichi;ma senza veruno fondamento ; poiccheil solfo cti Dioscoride e altroie niun'Am-bra li euoee comc il solfo delle minie-re ; oltra ehe il solfo ha odore diversodall' Ambra . Stimö Cardano , ehe siakhiuma di mare,e bitume ; anzi piü to-llo una soltanza caduta inlicme dal mä-re, e dagli animali , e cosi ammassata : edice ehe sia nobile metallo. Libavio,cheeib rite risce , atferma eifere vanitä , em olto piü il credere , ehe da tali cosecompone si possa il metallo : e ehe ni ti-no ha voluto persujdersi cosi vana for-mazione de’metalli. Vanamente ancorahanno altri crcduto , ehe sia schiumadei mare ; perche sarebbe salsa , e non_»dolee, ed avrebbe i vestigj della spumo-sita; oltra ehe ne’ luoghi , ,ove la schiu-ma alsai cotta si vede, non li t rova dcll’Ambra .

zo. Nicia, al dir di Plinio , crede, ehefosse un sugo de’ raggi Solari , ehe verso1 ’ Occaso mandati con piii veemenza al-ia Terra, lasciano ,un pingue sudore in_*quella parte dell’ Oceano , donde dopo1’ammassamento, sirappato dalle tem-peste -, sia buttato ne’ lidi della Germa-nia: e volle, ehe nasca ancora ncll' Egit—to , nell’ India , e nella Siria .Pare , ehenacque tale opinione dall’ errore antico,ehe le Stelle sie no ignee , e misti, e eheabbiano bisogno dell’ alimento dallecose inferiori: e ehe nodrite mandino ilcro escrementi, i sudori, le feccic, e glisputi co’ i loro raggi nella Terra , ehepoi si convertano in Succino. Cosi i Pa-racclsilti attribuiscono alCieloIe azio-ni , e le pastioni degli animali: dicendoehe le Stelle ii nutrilcano.Da simili opi-nioni nou li allontanano alcuni, ehe asse-

gnano alle Stelle i solfi, i sali, e i mercu-rj: edi licredono cascar molti escre-menti nell’ aria . Libavio volendo difen-der Nicia Uomo dotto , dicc * ehe abbixvoluto intendere , ehe i raggi dcl Solesuggonodalla Terra a modo di sudore,un liquor pingue , e’l Succino: e portaanche altre spiegazioni.

zi. Stimano altri, ehe nasca nel fon-do dei mare da’ suoi pori, come i fonghiin terra ,e poi coli’ agitarsi delle onde listrappi dal xondo , e ti conduca a riva .Cosidisse Avicenna /is. z. c Serapionenel / \b.de Semplki cap. ,p6. e Ioda que-sta opinione Garzia come piii verisimi-le; perche sottiando Euro gagliardamen-te, n’ e stata gittata gran copia nelle Ub-ie di Comaro,di Demgoxa, e di Molam-bica, e veniva di tutto quel tratto dalleIsole di Maldiva , ehe stanno avanti 1 'Oriente: ed ali' incontro solfiando Fa-vonio , se ne raccoglie gran Copia nelleliesse Isole Maldive . Cosi tennero pureOccone * Linseotto, e lo Scaligero » ehesia vero fongo. Loserisse anchc Mattio-lo , le cui parole furono trasferite dalLoniccro nel suo Erbario'. e narra Ges-nero, ehe alcuni Io chiamano Fongo , dicui si cibano le Balene : e '1 Baccio die»lo stesso ; ma tutti hanno presa questa-»opinione da Serapione- Hanno cosi alcu-ni creduto , perche videro una massa d’Ambra coperta di corteccia ; ma li ridedi cio Libavio, asserendo esser talso, eheda piii Fonghi uno grande e solo si for-mi;che non per ciö pue> dir li Fongo, per-che fuori ha qualcnc cosa simile; o per-che vi li vede la disposizione delle vene»e delle fibbrejmentre queste si veggonopure in molti Minerali : ed altre ragioniapporta, per dimustrare, ehe sia opinio-ne assai vana .

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