Delia Gagate . Cap. VI.
Elefanti, non picciole , ma grandi , l-_>quali dall’ Ambra ncra far non si posso-no . Perche non vi e dubbio , ehe ! 'Am-bra nera sia Gagate , da cui forma si Iagemma Samotracia j ma gli Antichi tut-ti hanno distinta Ia Obiidiana dalla Ga-gate . Perche sinalmente piü non si cavaI' Obsidia na, ed a’ tempi di Plinio furapprelentata nel vetro . Cercando poi,se 1 ’Obsidiano sia il marmo Etiopiconero, o il Luculleo, 0*1’ Alabandico ,soggiugne Obftdianum tamen hunc Gaga-tem dici permittimus i sed Tropico ser-Mone .
A R T I C. IV.
Delia Tietra Tracia .
ii. T 7 *’Cosi detta la Pictra Tracia^,
X 7 _/ dal luogo,cioe dalla Tracia:ed e deferitta da ELiano , da Nicandro »da Ori basio , e da altri. Dicono , ehe sitrovi nella Scitia , nclla Tracia, nellaMedia , c nelT India , e ehe si accendecoll’aequa, e si estingue coi solfo.colsolio, c coli' arena , e ehe discaccia coisuo sutfummigio i serpenti; anzi gli ani-mali tutti coli’ acutczzadeir odor suo,come Evacc Moro Ia descriste .
i a. Aristotile la fa simile a’carbonidi legno, e Ia stimacarbone minerale, espezie di Gagate . Plinio lib. c. 5. lasomiglia alia calcina , perche amenduecoli’ aequa si accendono , e coli' olio sismorzano. Il Baccio vuolc , ehe sia Ter-ra bituminosa , come anche la Mirrite ,ehe fu detta Gemma da Plinio , e stro-picciata , da odore di Nardo; e pero siannovera coi Succino, e coli’ Eiettroiedallostestb genere il Gobellio Medicoriducc ia Samotraciad' Antacate gemma,ehe bruciata odora di Mirra , I ' <Arama-tite dell’ Arabia , di Persia , c d' Ecitto,la Catochite di Corsica , la quale ritieneiJa mano sopraposta a guisa di gomma'. ela Lipari grassa, ehe attaccata alia mano,e lustummigata , caccia le serpi : e tutte
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queste Pietre sono di consistenza di bf-tume con mescolanza di altri sughi su-terranei; benche il solo Succino si stimidi semplice sostanza bituminosa .
13. Astri dicono la Tracia Bitum*—»nero, duro , e fodo cosi ehe pietra dir siposta: altri Litantrace , di cui pero sonomolte le spezie , ed eia piu viledcllcGagate - . I.ibavio vuole , ehe la Traciasia la piii ignobile Gagate Obsidia na , eehe degeneri, e sembri piu tosto Carbo-ne, ehe gemma ; il ehe prova con mol-te^, conghietture , e la nomina Gagateviziosa, e spuria .•
Mattiolo la crede favolosa , e ehenon si trovi ; anzi ehe non vi sia statochi nell’ Italia , o altrove l’ abbia vedu-ta e trovata. Di lui si ride Libavio, e ili-ce, ehe sia cosa diversa no ’l conoscerla,c non ritrovarsi;scrive pero ehe non ab-bia Mattiolo capita la mente dcgli An-tori , e ehe sia favola la sua , non quell adegli Antichi; poicche Nicandro non_.diste,chc lapis Thracius aqua madens igniadmotus prxter rerum naturam , flammamftatim concipit, nec re!trin?jtur ; «i/i a fu-so oleo , come Mattiolo riferisce ,-ma pri-ma bruciata dal fuoco : poi aspersa coli'
3 equa pii: si vede bruciarc : ne coi soloolio si fmorzi ; ma o coli'olio , o collaterra, o coi fbstao, o in altro modo *-e vlaltri errori dello stesto Mattiolo mani-festando ; oltra ehe Ia molta aequa /of-foca il fuoco , c’l poco olio non l’ estin-gue -
14. Prova il Langio ancora lib. ep.5:. non ester favolosa ; ma naturale laStoria di questa pietra , coli’ autoritl dimolti Scrittori, e con gli esempj : e de-scrive le artificiose composizioni deifuoco Greco fatto con pece navale , sol-fo, scammonea, tartaro, sarcocolla , sal-nitro, tiasta, petroleo, bitume , e calcinaviva,dal!e quali formavano palle, ehe po-ste ncü’acquaii accendevano.e bruciava-no i ponti.
i>. Scriste Libavio D; P.itwn. lib. ft,cjp.16. ehe dello Spino , desto Z’marilo.e
de Ha