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Tomo I.
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406
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406 ylor.delle G emme,e delle Vietre di Gitcinto Gmnta.l_ib.lll,

Vßerv.%6AiiVejiVcrgU oslcrvati in Pari-gi ncl 1671. cdaffermo , ehe siracchiu-dono i semidentrol’ untuolita , e gras-sczza dclla terra , la quale pero dopo lepioggie manda fuori ii suo parto . bcris-le , chealcuniscmi in qualche spezie difongo abbiano il loro involucro , sensi-bile agli occhi nostri : -ehe altri lienonella viscositä-, ehe lasciata sopra la ter-ra, sopra i fasti, o legni, o altra cosa,pro-ducono il frutto , e germogli dopo lepioggie . Giuseppe degi i Aromatai j inau na Epijlola posta nel TrattatoDf RabieContagiosi spiega, ehe per.ferne di una_*pianta non ii .debba intendere il corpom..tciia!c , ehe edetto. lerne: £ Adamo/ululono Ub. 3. Metkod. htrbar. serii se:Fun 'i-f aitnr /rxcipue imbribus , iniit0-que spuma lent ior : deinde corpus membra-na. smile , mox partus . (.heil ferne lienole mollecole , o partieclle degli .liesstfcnghi, lo.conte.sa lo stello Bocconecolla sporienza di alcuni, ehe tacendobolliic le corteccie dc’fonghibedinnaitia-le le casellc preparate nel iimoequinoeon questasteeozione, ii producano fon-ghi trapoehi giorni , anche nelle cave,e nelle cantine . II P. Ischinardi vuoleancoia,ehc il lor ferne lia una certa pol-veretta ben conosciuta dagli Antichi:e credono, ehe nelle immonuczze, e ne’legni talvolia nascono fonghi ; pci\hctolle ivi sienojtati gittati alcuni ritaglide’ fonghi coi loro. lerne : .e tutto ciö ri-tciilcc il Boccone..

■15. Il Malpighi dopo a vere dcscrittele niautc^ che.col mezo dei ferne Ii pro-pagatio» confesso, ehe reliquas ver) igno-ta adhuc nobis via enascuntur , inter quasprxcipub sunt fungi, & mucedo. Conchiu-le ,pero poter jialcere da’pczzetti de’mede limi, ehe vengano portati da’i ven-ti , -e die vegetino -.particolarmente ne’luughi efpostiaiScttentrione .

L’altra opinione e di coloro, ehe vo-giiono , ehe il principio proprio di unanie gencrazionc non li debba ricono-l.cre » the excertacorportpm putrilagine,

seu lento quodam putrilaginem aemulantehumore . Ferrante Imperato , ehe ItampoinNapoli la sua Istoria Naturale ncl159D- Icrilie la Lettera a‘ Lettorhc comenella stella ii legge , non astegnö a’ fon-ghi il lerne: ma glifpiegodi natura aliepiante propinqua ; mentre dille nel Lib.z-j.cap.6. Li fungijono vegetali di natu-ra a piante propinqua : di .Ji.ftan^a lajja:e provengono da humor , c’ abbia ptnetraio. nella sojian^a legnosa de tronchi , rad e ,frondis altra coja simile-1 ehe pigH am-marcunento : pigliano in br-.ve confiflen^a,e crescono in breve : e Jono varj diJtcoruo la propriet a de’ soggetti , ondeprovengono. Sono dunque dijjtrerrti e nellajullan^a, e nelle figure , ecc. Si vede , ehe1 errante Imperato di Napoli ha avuta_>1’ opini one , ehe li facciano i fonghi da’vegete voll , .ehe pigliano ammarcimen-to.

16. Il Conte Lodovico - FerdinandoMarlilj nellaDifJerr.d? Gener at.F ungor.di-rizzata a MonLGiorMaria t .ancili Me-dico Pontificio, - dopo a ver fatto m< Iteoltervazioni de’ fonghi, coli’ oecalione,<che da Generale della Cavdleria , ac-campando per sei ve , o campi, o prativiaggiando , o nelle caccie divertendosi,tra'luji militari tistej, otservospeziecli-verlesti fonghi nella ( roazia , nell’ Un-garia^ ed in altri Iucghi . Comp se de"medetimi un gran volume coi titolo:CoUedio Fungorum vegetantium in Regnis■Croatiae, & Hungarite-.e lo mando ai C a-nonico Trionfctti , acciocche g!i ordi-nalle.e desto stello le ne spera la stampa.Formo poi la ßißerta >i one , ehe dirizzo,al Lancili, di cui se ne di la notizia nelTom. 21. dei Giornale de’ Letter, d’ Italiaa cart.i6ue si Itampo in Roma nel 1714.unita costa Kilpasta desto stello Lanc li.Stimodunque il Marstlj ehe i fonghinon abbiano ferne : e diise , ehe il fongodei Mentzelio , ,»£ le astre spezieostervate dal Dodoy e dal Bocco-ne , sono picciolistimi, e di nium_jifruttura.Prova, che i globbi creduti se-mi»