412- Ißor. delle Genme, e delle Vietre di Giaciuto GimmA.Ltb.lll
idair umor della terra si generino; poic-che tante fpezie diverse ben dimostrano,ehe hanno il loro architetto, siccome 1*fia ogni pianta . Dalla putredine non iifa il fongo ; ma colla putredine si ren-dono arte le reliquie de’ vegetevoli apotere i fonghi pro dürre. Maggior favo-la e , ehe la fpezie de’ fonghi detti Bo-teti cerrini si produca dal ferne delCervonella terra caduto , come molti hannocomunemente creduto, il ehe dimostria-mo nella Hella Dissertat.de Vegetabil.Fa-bulospart. q.cap. 24. Altre simili favolepur si leggono, ehe furon pure false cre-denze degli Antichi pallate per opinio-ni degli altri ancorche moderni - poic-che differo» ehe dall’ orina del lupo cer-viero si faccia il Lincurio: dal ferne dell*Uomo nella terra caduto , e dall’ orinadell’ Uomo appiccato altresi le Mandra-gore si formino, come narra il Bartolinocentur. 1. hisior. 51. Cosi dall’ orina delLeopardo affermarono prodursi gemmenobili: dal ferne »o daüo fputo delle Ba-lene farsi il Succino , come aller! con_»molti Andrea Libavio De Bituminib. lib.j.cap.i 6 . e dal ferne dell’ Elefante coa-gulari! 1 ’ Elettro, o altra cofa simile, co-mc disie Ctesia di Gnidoj perö appellatobugiardo da Aristotile De gener, ani-mal.lib.z.cap.2. feri vendo: Cteßas Cnidiusplane mentitur ea, qux de fmine elephantiscribit ; ait enim usque adeo durari sicce-scens , ut eleUIro , ideft Succino ftmile effi-ciatur , quod nunquam fit. E’ pure mara-viglia, ehe non abbian detto similmen-te, ehe il Fongo appellato Crepitus Lupi ,fi faccia dalla coreggia del lupo; giaccheine porta il nome .
28. Questa sentenza , ehe i FonghiWal proprio lor ferne non nascano , nedalla putredine , pare , ehe venga dallaNatura approvata coll’esempio nella lu-•terna da olio , o nelle candele di sevo,o di cera, in cui si producono fpelfo cor-pi colla figura de’ fonghi dentro laflamma dello stoppino ; spezialmentequando 1’aria e timida , e si prepara alia
pioggia . Quelche ha forma di fongonon e altro, ehe un’ umore coagulato ,°opiu tosto le particelle dello stoppinostesso coimezo dell’olio, e della gam-ma dilatate; ed ha pure la sua durezzadalla materia bruciata , di cui e compo-sta, la quale in carbone si riduce, piu du-ro, ehe non e lo stoppino. Dice MattioloUb.^änDioscor.cap.jS.che quel fongo siail globbetto di carbone , ehe rapprefen-ta la figura di fongo, cresce nella stremi-tl dello stoppino, e adombra il lumedella fiamma. Osserviamo pero, ehe quelcarbone e la stremiti dello stoppinostesso bruciato, prima tenero , poi duro,e se non si tronca , giugne a fmorzarc lalucerna, ancorche piena di olio, il qualenon puö tirare alia fiamma'.e troncato 1'un fongo, 1’altro di nuovo si forma nell’estremitä dello stoppino stesso inflam-mato .
ARTI C. VII.
Dell’ Vs0 , e della Jcelta de’ Fonghi.
29. T 7 ’ L’ uso principale de' Fon-ghi per cibo , e coi cuocersimanda no un sugo gustoso , ehe o da ft-jstelfi, ocon altre vivande asfai grati sirendono . Non sono ne carne, ne pesce;ma hanno molti il sapore di carne : e__>beuche (leno di gran pcricolo , e da tuttibiasimati, pure da tutti si pregiano . Di-ce Plinio , ehe sia gran maraviglia , eheper foddisfare alfincontinenza della go-la, non fanno conto alcuni della vita,fa-cile] a perdersi da’ Fonghi. Vogliono,ehe da’Latini sia detto il Fongo da fu-nus , o da funus ago ; perche danno il fu-nerale , e la morte : e sicome non si crc-dono buoni in alcun tempo , nc a niunaeti , e compleffione ; perche fanno piiidanno , ehe utile : la miglior regola eastenersi da' fonghi, 0 mangiarne moi-