4Ö4 ißor. ddle Gemme y e adle Victre di Giacinto Gimma. Lib.1V.
*tto Barche , ed ognuna porta un mi-gliap d’ Ultriche, da cui se «on tavanoperle del valor di cinque Fanosi, ehe so-no cipquc giuij di noitra moneta , la pe-sc^ non iiesce;mentre per le spese piglia-no danajo ad i itereile sino a tre,e quat-tro per cento il mese. Mandano anche iNuotatori a seuoprire dove iia maggiorpumero di Östliche ; anzi narra il Tere-siano, ehe quando i Pcscatori partonodalle loro case » vanno prima avilitare«eile Montagne di Ormus un certo luo-go , ove ville ono , ehe dicono Santone,venerato da’ Mori,e sagrificando a Mao-metto un Gallrato , implorano il suo«j -.to. Prendono anche 1 ’ augurio conaccendere un lume in una pignata ro~tonda di terra , ehe verso la sera pongo-no in mare : e itimano dover' eifere sor-tunata la pesca , se il vaso fol lume ae-ce so giunge all“ Isola; altrimentela fan-00 con poca sperdnza.
40. Stabilita la Pesca fabbricano nellaspiaggia un gran Vi’laggio di Capanne
f »er ricovrarlt la sera, e conservat le coseoro: e i Portogheii tengono alcunc Fu-ße armate per loro licurezza,e per difen-derglida'Corsari. Oice il Balbo , thepagano ogni anno al Re di Portogalloun tanto» e ad una Chiesa di certi Padridi S. Paolo ; ma narra il Tavernier , ehegli Olandefi da ehe furono padroni diMa nardi fanno pagare da ogni Pe lea to-re, ehe va sotto aeque da Otto , o novepiasti e : ed un' anno rende loro da die-cesettemila educcento piastre: c si pren-dono questo tributo ; perche sono ob-bligati di difendergli contro le Scorreriede’ Malabarj, ehe vanno con Barche ar-mate per prendere , e fare schiavi queiPescatori,i quali sono Idolatri,e la mag-gior parte Maomettani , ehe sono sepa-rati dagli altri, e pagano piu agli 0'an-deli; perche oltre Ia paga comune , dan-no tutta la pesca di un giorno adelezio-«e degli stefli Olandeii.
41. Fanno la pesca con fermare teBarche, gettando un ferro a poppa » e 1 ’
altro a prora , c calando diverse corde inmare co'i sasli attaccati . Chi vuol pe-scareli stringe il naso con una molletta,o sia morso di corno, e se 1’unge con uncerto oiio, e butiro: e per non eifere of-seso da' fasti , e dalle Conche , vestonoguanti, e scarpe. Cosi la descristc ancoraAntonio Tempelta nel suo libro figura-to Cenationum figur. 23.
Indi baccarum Conchas fundo in marisimo
Ut queerant , nares objirutlh aures-que liquore
"UnSi,demittunt enavi corpora fune
apprenso: in navem mox fune levan-tur eodem .
Scristc il Teresiano , ehe ogni Pescatoreha due , o tre figliuoli , ehe vanno nelfondo del mare: e *1Tavernier dice, nonesservi altro , ehe un Pescatore ,il qualevada sotto aequa per luogo, e ne’ luoghimaggiori ve ne sono duee i Pesca toridi Manar, come piu pratici di quella pe-scagione,durano piu sotto !' aequa , seu-2a mettersi mollctte al naso, ne bamba-gia alie orecchie ; acciocche non vientri1 ’ aequa » come fi usa nel Golfo Persico.Si lega il Pescatore colle corde sotto al-ie braccia, e delle steife corde tengono icapi quei della L^rca : e con un cesto , osaccoccia al collo, o al braccio, 0 al fiair-co, o pure con una rete in forma di sac-co, la cui bocca e circondata da un cer-chio, ehe la tiene aperta: qual rete e purlegata ad una corda, si cala al fondo,ovegiugne subito , perche porta legato adun dito grolso del piede. un sallo diquindeci libbte , ehe poi nel fondo siseioglie , e si tira da chi sta nella Barca.Il Dottor Cesare Giudici affcrma nellasua (Jsteria .\fa*ra, Giornal. 2. ehe prendeil Pescatore in bocca un sorsetto diolio, e nella destra un’ uncino : e butta-tesi in mare , toccato il fondo si seioglie-subito il satTo attaccato al piede : span-de un tantino di olio per farsi chiaro, econ 1’uncino staccando dagli scogli leMadriperle , Je roette dentro il cesto.
Pient»