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Tomo I.
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De lia Verla.

Piesto ehe 1 ’ ha, ed avendo fiato, fcuotelatune» e’l Compagno restato nelia bar-dietta fenza indugio lo tira ad alto , etira pure il cesto,il quale vota nelia bar-ca stessa: neritorna alio stesso esercizio,se non preso fiato , e.ristoro .

4z. 11 Botero dice , ehe ivi il marenon e piu alto di pasti dieccotto : il Be-grenzt dice di sei , sin© a diece : e '1 Ta-vernicr da quattro sino a dodeci brac-cia-. ü P. Niierembergio di otto braccia;ma ladiilerenza puo awenire dalla di-verlitl de' luoghi dclla pcsca . Empicivi il cesto di Ostriche'• e quando non>ub piit resistere > tira Ia corda , e suonaa campanella , cd a qucl fegno subito« tirato da' Compagni . Calano > Pesca-tori iinche sia piena la barca di Östli-che, e continuano sino alie due ore pri-ma ehe il Sole tramonti , o sino la seraprima di avvicinarsi la notte . Cosi purriieriscc il Nierembergio hb. 11. HiH-N.it.cuf.64. c feg. ed aggiugne , ehe i Pe sta-tori , come assei ma Pietro Martire, nonvogliono sino al fondo dei mare calarsiper timore cosi de’ polpi , che vanno ivialia caccia delle Conche , della cui car-ne molto si dilettano, come di alcri mo-liri marini ; o perche non gli maneri ilfiato. Dice il Tavernier, chc tirato inoricolla rete , lb lasciano prender fiato permezo quarto di ora, Iinche essi levino leOstriche,e poi Iorimandano di nuovo *. ecosi fanno altresi per lo spazio di quasidodeci ore dei tstorn >. Narra il BoteroncWz part.i.lib.6.de)\e R'la^. X)n\v. scri-vendo dei nuovo Regno di Granata,ovepure tratta dclla pe sta stessa , chestando le Ostriche attaccate agli scogli,ed a’ fassi, bisogna ,che stieno i Pestato-ri s.tto 1' aequa, e che ritengano il fiatoalie volte un quarto d’ ora j e pero i Pa-dronigli fanno aangiar molto poco , ecibi asciutti, e che dalledonne liasten-gano.

4v II P. Alonfo d’Ovaglie Gicsuitanelia Re/a%. dd-Cile sua patria, tib.^.cap.»o. di cui altre notizie rntorno le perleTom. 1 .

Cap. VI. 465

abbiam riferito nel precedente ^irt. 6 ‘afferma , che nel luogo dclla pesta gl'In-diani entrano nel mare con una borsa_»grande piena di piet re legata al collo perarrivar piü presto al fondo : e ferve lorodi ghiaja , perche 1’aequa non gli folle-vi mentre staCcano le Conchiglie. Sonole maggiori di queste nel fondo ncllospazio dt diece aitezze d’Uomini;perchcmentre non efeono a nrocurarsi da man-giare, se ne stanno nel piu basto , e si at-taccano tanto fortemente agli scogli, c1’ una coli’ altra , che i necessario farogran forza per distaccarle r ed alie voltecosta tanto gran travaglio a’ Pestato-ri , e gli e necestario star tanto temposotto 1’ aequa per distaccarle , che man-ando loro la respiraxionc si assogano, esono mangiati da' pesti detti Tiburoni.D’ ordinario pero non pericolano » per-che pescando le Conchiglie, le vannomettendo nel sacco, alleggerendolo d al-ie pietre : e prima che manchi loro )a_»reipirazione , efeonofuori colla pesta,aprono le Conchiglie , cava no Je perle,ehe sogliono cssermolte, se sono pie—ciole *- e se sono grandi , poche : e tra_»quelle , ehe furono presentate ivi a' Ca-stigliani , dicono , che ve n’ erano comececi, e nocchie .

44. Ciafcheduna Compagnia vü la_,sera alia Capanna , e fa il suo mucchio.Botero, e Balbo dicono , che non si toc-ca , se non e finita Ia pesta : il Legrenzinarra , che si aprono le Conchiglie ognisera in presenz* dei Mercadante , e chefanno cosi ogni giorno sino alio fpirar 1di due mefi . Ma il Tavernier racconta,che qnelli , i quali hanno bifrgnodi da-najo , vendono subito la pesta : e gli al-tri , chc postono , confervano ogni cofasino al sine della pesta stessa,e non apro-no le Ostriche • ma da fe liesse quelle siaprono , secondo che si vanno corrorn-pendo , e la loro carne per essere amarasi butta via. Comprano i Mercadanti ali’ingrosso , ed a rischio loro :e '1 migliajod' Ostriche alcuni anni giugne sino a set-Nnn te F*