Delle Tietre dell'Vomo . Cap. XUI. 5 r 9
dal canale dell’orina piii di Quattrocen-to calculi, di grandezza differente , co-me si legge nel Burnet. Nell' Opere diCratone si trova , ehe uno rendö piu diCinquecento calculi. Riferiscono gli Mt-ti Fllnsofici della Regia Socie tä di Loniyanel mele di Giugno 1667. »um. 7. eheGoodrick Chirurgo celebre cavo da_*un fanciullo novantasei calculi della—»vescica , piccioli di figura , e di gran-dezza diversa : e da un'altro morto , uncalculo grande , quanto il capo quasi diun fancmllo natsi di sresco , rfc moltodiffimile a quello . Giovanni Eurniotrovö in un renedi un’Uomo settanta-cinque calculi » ed ottanta nell’altro - IISarnere Francese narra di una pietra trova»ta nella Vescica di un’Uomo,che pesavauna !ibbra,e meza;ma era !a sua gr ssez-zxper la ragunanzidimolte altre pietre,come si vedca da molte linee bianchc erolle,ehele diltinguevano nel luogo dellaloro unionc.Seguita la morte del B. Ni-colö Albergati»Cardinale> e Vefcovo diBologna , cagionata da improvvisa in-sermitl con dolori ecccsfivi, aperto ilcorpo vi trovarono una pietra nelle re-ni di due libbre.e la ftimarono generataa poco a poco dal riscaldamento cagio-nato dalle fatiche , e viaggi continui. Lailessa pietra (limo reliquia di Santa, e siritenne Eugenio IV. Pontefke* comenarra D. Celso Faleoni nelle Memorieljior. della Chiesa ßolo^nese lib. s. a cart.471. Il Vidal Medico di Verdun riferiscela pietra di un'Avvocato drCadelsara-zino , lunga cinque oncic , larga tre »educ linee, grossa due oncie e meza , e dipeso oncie dodeci , come si legge nelGiomale de' Lett e rati OUramontani, tra-dotto in Napoli Tom. XII . Si narra an-cora t ehe a’ 4. Decembre 1711. dopoquattro giorni di malattia mori in Ro-ma la Principessa Orilni , in eta di anniottanta , e furono trovate quarantunapietre nella vescichetta del fiele . Lollesso Vidali in una memoria , ehe fa ilterzo articolo del primo Giomale, narra,
ehe nel cadavere di un Vecchio nellavescichetta del siele si trovarono venti-nove pietre, delle quali , ventiquattroerano come grosse nocciuole , c cinquecome piselli. Non e qui da tralasciarixun piacevole abbaglio preso,forse da unTraduttore ; poicchenella Tratica Me-dicinale di F. Bernardo Crislini ffe 11 'Or-dine |de' Minori Osservanti di S. Franc,tradotta in Italiano da Giuseppe Testo-ri de' Capitani» e stampata in Veneziaper Angelo Bodio 1680. in 4. trattan-dosi de' Reni , e Vescica Cent. 7. si riferi-scono dall’Autore varj esempj di calculicavati da varj Scrittori. Dopo un' altroelempio recatodallo Schencniof cosisilegge ncll’ Opera del Crillini tradotta ,Operv. zf.Nelmedesmo libro , t loeo dice,ehe Gio. Giacomo Vecbero vide una pietranella vejstca inguifa di ün’opo di papero,e nella vesica d' una gatta cmquantatrepietre di grande£>a d’una java. Net To-mo delloSchenchio si riferisce veramen-te il caso del Vechero a cart. joo. col. z.ma ivi si legge : Necnon in veftculafellislapide s quinquaginta tres ad magnitudi-nem fabarum , cum maxima omnium admi-ratione. Il Traduttore dunquctdi cuisupponiamo 1’ abbaglio, quell’i« veficulasellis , ha tradotto nella vejfica i’una gat-ta r senZH far dirferenza di sellis,e Gatta ;mentr eFel « sellis e il Fiele : e Felis c laGatta: ne il Grill in i, ne lo Schenchiotrattano delle pietre degit animali ; midi quelle dell Uomo .
ii. CarloLancellotto nella Guidt-»alia Chimka pari. $.cap. t6. scri.se , ehesono quelle pietre di figura simile aquelle del Bczoar: e ehe ne ha vedutealcune,che pesavano quasi meza libbra.Soggiugne , ehe hanno la virtü di scac-ciare , e risolverc ogni umore tartareo ,pigliate in pol vere al peso di una mezadramma » o piu ; ma considera esser mc-gtio pi epararle » come ne di la rcgola aprepararli .
ii. Tmti gli Autor! , ehe della Me-dicina , e de' morbi hanno scritto , Ai
quelle