• DetTabaccst: Cap.Xlll.Art.il. szg
refomident.Cvcsciüto poi 1’uso nella se-rie di tanti anni, quanti sono gil seorsi,e sacco piu comune e familiare con piiimodcrazione , e minorato 1’odio , e ri-gore . Mons.Sarnelli, ehe molto lo bia-lima,anche scrisse nella Lettera riferita:11 yejcovo non Jolo pud ; ma deve metterela pena della jofpenfione a quei Sacerdot i ,ehe prendono Tobacco ovanti la celebratio-ne della Meßa ; maffimamentese ne prenda-no troppo ; perche acbi e awe^o , e »eprende parcamente, fi pud condonare. Ii’satto a molti anche necessario , comegii aisuefatti: e 1'assuefazione , e con-luetudine appena trova rimedio per cu-rarli; onde disse /iA.3. Tarallelor.cap.jp.S.Giovanni Damasceno: Inveteratus ani-mxmos , ac vitii [ludium , temporis lon-ginquitate confirmatum, vix,aut nullo mo-do curari potejl ; quippe cum consuetudoin naturam ut plurimummigret . L’assue-fazione a prendere il Tabacco cagionauna continua violenza interna , da cuipare , ehe alcuno sia a prenderlo a for-za tirato : ed e maraviglioso , benchesporco,il calo riferito dal Vitagliani Deabusu Tabaci sol. 80. Narra , ehe un cer-to hio nardo da S. Germano stando iu_*Napoli, si trovo privo di Tabacco inuna notte : e dopo il primo sonno vo-lendo pigliarlo, come era solito , vio-lentato da quella ansietadi levö da let-to, e cercö per Napoli e le botteght-o,ehe stavano chiuse , e gli Uomini, dacui aver lo potesse ; ma invano ; perloc-che ritornato alia sua Casa , raschio ilmuro , ove dietro il letto avea sputato ,c con soavitl pigliö que gli escre menti,ehe davano qualche odore diTabaccoo per estinguere , o per accendere mag-giormente la sua grande appetenza; on-de egi i esclama : 0 mi Deus , potefi n equid turpius excogitari, & quid obscae -»jus audiri? Certamente ad alcuni e fac-to necessario il Tabacco, siccome mo-straretva ne’ seguenti ^irticoli: e chi eavvezzo pud distic Umente astenersi . Civien riferito , ehe Benedcttp 3$III. dot-Tom. I.
to Pontefice, ultimamente per giuiti si-ni abbia conceduto , ehe si polfa nellaChiesa di S. Pictro pigliare il Tabaccoin pol vere. Se prima si ilimava schitezzail prender Tabacco» ora si ha per genti-lezza, e si di volenticri, e si cerea nelleonorate conversazioni, in cui si apre , esi osserisce con gusto Ia Tabacchiera. D*
f ero sconvencvole 1’ uso di alcuni , .chco prendono con eccesso , e tanto ehe siveggono dal Tabacco lordate le vestidei petto; pero molti, i quali Ioda iostesso Sarnelli, usimo il Tabacco di Si,viglia, e moito piu Ioda quei» ehe si av-vezzano al grosso e granito , il quale a}vestimenti non 11 attacca. Non solo poinon i ora proibito il Tabacco da’ Prin-cipi sccolari; ma piu tosto permesso : «tutti han posto grosse Gabelle di Ta<?bacco ne’ loro Stati. Di Amurat IV. eherlo proibi colla pena di morte» come ab^biam detto , asterma il Brusoni, ehe er-'rano quelli, ehe ciö attribuiscono a ca~gioni politiche, e militari, o di religio^ne; mentre si mossc, perche ii solo odo,re dei fumo dei Tabacco lo metteva inrabbia , e 1’ inferiva in modo , ehe usavncrudelta grandi.
29. Fu opinione di molti , ehe I’ usodei Tabacco sia a guisa de’ morbi, che_j(appellano creditarj , i quali passano da’padri a’ figliuoli, come la Podagra , i!Calvizio, il Calculo, la Tisica , ed altrcinfermiti umane. Nega cio Luigi della.Fabra ; perche si veggono speilo i fi-gliuoli abborrire il Tabacco , aneor,.h6smoderato sia stato 1’ uso ne’ padri. Nonimprime il suo uso negli spiriti, o nelcorpo alcun vizio sensibile» ehe tra-tspiantare si polfa nella generazione coimezo dcgli spiriti usciti da tutto il cor-po nell’ atto della fecondazione , o leidee corporee nell’ uovo, in cui si gene-ra , e da cui ha origine il corpiccmolodei fanciullo . Girolamo Mercuriale Decognoscend. &• curand. afsebtionib. Ub. 5.cap. 3, trattando della Podagra, stim»eifere probabile* ehe sia ereditam : pe*-X x x ehe,