a a Jßor.dtlk Gemme, e delle Piet re di Giacinto Gimma.Lib.V.
fido in Italia , eccetto peri) quello deitetto dj S. Maria Rotonda in Ravenna,ehe fu giä il Sepolcro di Teodorico Redegli Ostrogoti. II Martinelii r i feritesaltresi , ehe nelfa Chiefa di S.Pietro ilFonte Battesmale sia riguardevole perIa Conea di porfido , e per gli altri or-namenti di Metallo . Di Porfido sonoancora le quattro Colonne dell’Altarmaggiore nella Chiesa di S. Carlo de’Bernabiti , detta de’ Carinarii e nume-rose Colonne si vcggono eziandio inquella di S. Giovanni in Fojjte, fabbri-cata da Costantino Imperadore . E’ ve-ramente grande la quantita de’ Porfidi,ehe in Roma si veggono nelle Chiese,ne’ Dipositi , ne’ vati grandi degli Spe-ziali i cosi nelle altre Cirta deil’Italia,anzi delPEuropa. Nella Galleria di Mi-nerva Tom.Fl. cart.no. riferisce Fran-cesco Carl! nella sua Lettern , die inVerona si trovi una pran Coppa diporfido , per comando di S. Zenone iviportata Jal Demonio sin dalla Siria,come si ha dalle antiche tradizioni, edall’inscrizione, ehe tiene. Il P. Miche-le Pio dal Zerbo de’ Min. Osser. Risor,in una lettera , in cui descrive il Viag-gio de’ Misiionarj d’Etiopia,che si leg-ge nel Tom.I.part. 1. dei Giardino Sera-fico dei P. Pietro-Antonio da Veneziadello stesso Ordine a cart.i*)■%. dice,chenel Deserto di Cavamel vide lunghilsi-me, e larghilsime vene di marmo blan-co , nero , verde, rosso, celeste, e misto.Trovb dei 1 ’Alabastro, e dei Porfido, de’
? uali e pieno tutto il Deserto , in cuiono ancora cinque pianure di finiili-mo porfido, attorniate da basle colli-nette, ed una valle anche di porfido.
51 - Il Porfido e duro , e splendido,come clissg ji Carleton, e perb atto nonlolo per Colonne, ma per mortari, perlavorar colori, e pietre prezjose, per lasua durezza .11 Vasari 10 descrisle pie-tra dura , rossa con minutilsimi schizzibianchi, condotto nelPitalia dall’Egit-to, ove comunemente Ii crede , ehe nel
cavarla sia piu tenera , ehe quando ellae stata fuori della cava alia pioggia , atghiaccio, ed al Sole, per cui divien pilidura, e piü difficile a lavorarsi, Scrisse,ehe dei Porfido le ne veggano infiniteopere lavorate con gli scarpelli, o lega-te, o con ruote, o con gli smerigli con-sumate a poco a poco . Che piü cole sitrovino in varj luoghi , cioe quadri,tondi, pezzi spianati, statue , colonne epicciole,e grandi.Nel Tempio di Baccosuor di Roma a S. Agnesa, nella Sepul-tura , ehe dicono S. Gostanza figliuoladi Costantino Imperadore, sono moltifanciulli con pampani, ed uve , ehefanno sede della aifficultvl, ehe ebbechi la lavorb nella durezza di quellapietra . Il medelimo si vede in un piloa S. Giovanni Laterano, vicino aliaporta santa, che e istoriato , ed evvidentro gran numero di figure , le rpialiegi i delcriste . Soggiunse , che a’ di no-stri non si e mai condotta opera di que-sta torta a perfezione aicuna , per avergli Artefici nostri perduto il modo ditemperare i ferri, e gli altri stromenti.Vero e , che si lavorano, e segano collosmeriglio , e si riducono a varie formecon satica, e tempo non picciolo .
54. Il Marmo Sinadico fu cosi det-to in Roma, e si cavava in Sinada, Ca-stello di Frigia , e i paesani lo dicevanoDocimite. Di lui di Ise Stazio:
Sola cavo 1 ‘hrygia mittit quamSinados antro
lj>se cruentavit matulis lucenti-bus Atys .
Se non e il Porfido, e almeno sua spe-zie * perdie dei Porfido ancora diconole Favole, che sia stato insanguinato daAtij come abbiam riferito ; e dei Mar-mo Frigio ne fa menzione Plinio lib.36. cap. 1 5. dicendo, che la Basilica diPaolo era ammirabile per le ColonneFrigie. N’abbiam fatto memoria tragli Alabastri , a cui lo fa simile il Ma-gini, scrivendo dell’Asia Minore , ovetratta della Frigia , e delle Cittä Doci-
, e Synnada. ss. Il