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Tomo II.
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Delle Pielre Arenarie • Cap. VI. 9 *

sono composte ; erecaanche stupore,considerandos! come , e donde si iienopoturo tirare. Sono veramente fabbri-ehe degne della magnificenza de' Pren-cipi grandi, come dice il Bremondo ,ehe le descrive ; e furono fabbricateper servir di sepolcri, come assermanoStrabone , e Diodoro . Volle Aristoti-le, ehe i Re d’Egitto tali fabbriche in-nalzarono per eiercitare la loro tiran-niaj o come difle Plinio , per ostenta-re la loro grande possanza , e per tene-re occupati i sudditi. Fu loro peniieredi conservare' i corpi per lungo spaziodi tempo, credendo ehe le anime reste-riano altretanto in compagnia de’ cor-pi i quanto ehe questi conscrvarebberointieri; e non per informargli, ma percustodirgli, come loro prime abitazio-ni; onde balsamandogli , e riponendo-gli in cosxfamose fabbriche, procura-rono con ogni studio conservargli.Quando il Califa AJmampun entrb inEgitto, ebbe curiositä di sapere quel-che era nelle Piramidi ; ed forza diferri temperati in una particolar ma-niora di aceto , e di suoco, vi fece unaporta , ehe (i vede nella gran Piramide,e ii trovb dentro di un muro un lar-ghislimotesoro,ed anche un pozzo qua-dro , e da tutti quattro i lati porte , ehedavano ingreflo a certe volte, dove era-no corpi morti involti in tela . Verso1’alto della Piramide videro una Pie-tra , in cui vi era una statua d’ Uomo ,e nella stessa un corpo con una piastradi oro sui petto, tempestata di gemme,una fpada di gran valore , e sopra latesta un Carbonchio quanto un’ Llovo,molto brillante . Sotto la pietra eranocaratteri, ehe legger non ii potevano,ne in alcim modo ipiegare . Dopocheil Califa fece far quell’apertura , moltivi entrarono, ed alcuni vi morirono ;«dice il Gemelli , ehe cib racconta,ciier questo que 1 ehe gli Au tori Arabiiavololamenteme ferivono . Di cono ilBellonio , e Pietro della Valle effervi

nella Piramide una strada , ehe vil firx»ai centro, ove riponevano il corpo nelsepolcro , quadra a guifa di un pozzo,e ripida assai, e li ierrava la porta collemedesime pietre, essendo il resto tutcqmalficcio , cioe di grandillimi pezzi dimarmo , i quali formano un corpouadro , ehe va fempre pili sminuen-oii, ed ha nome di Piramide . Il se-polcro racchiusovi, e una pila grandis-sima e grossa assai , di un sol pezzo diquella pietra durilsima di Egitto, ehe ilBellonio chiama Tebaica. Lealtre Pi-ramidi hanno ancora la Camera dellasepoltura ; anzi alcune hanno piti d’ ti-na camera, perche for se furon satte perpili di una persona da sepelirjsi.

8. Tutta quella Campagna e pien»di pianure di labbia minutilsima, gial-la , ed arida in estremo, in cui vi fu-rono satte le sepolture di fabbrica sot-toterra c5 infiniti pozzi.e nel fondoloroattorno attorno in volta vi sono pnr difabbrica alcune tombe , o grotcicellebasse , dentro alie quali ii riponevanoi corpi accomodati , e sotterrati nellamedesima arena , ricoprendost dellastessa i pozzi lino al pari dei terreno,non conoscendosi ove fossero . In unode’ pozzi si poneano molti, e molti cor-pi, ehe doveano esscr forse tutti di unafamiglia , o parentado, il ehe raccontail Bellonio , e conferma Pietro dellaValle , ehe andb a vedergli.

9- Giovanni Renodeo Institut. Phar-maceut. lib. -\.cap. a. Ia vera Mummiadisse essere liquorem quendam mellagi-nis instar spistum , odoratum nec in-suavem , ehe trovavasi ne’ sepolcri de*Magnati; ma eifendosi conolciuto gio-vevole questo liquore , cominciarono arompere i sepolcri de’plebei , in qui-bus , licet multb deterius liquamen , ca-daverosam nempe saniem invenirent ,eam ipsam tamen assumebant , Uumiamappellabant , C&“ etgrotis dabant. Creb-be questo abuso , e fu ricevuto , e coin-prato per Mumia quelliquore.putre,M r ehe