1 o % JßorJelk Gemme , e äelle P tetre di G iacinto Gimma.Lib.V.
lib.i. dice, ehe nella Peschiera, un mi-glio e mezo lontana dalla Cittä deilaConcezione, nella quale 1’ aequa arrivasino alia Cittä stefia , quando gl’In-diani ron hanno ehe spendere , man-dano le loro mogli in quel Lago , lequali colle dita de’ piedi cercano nell’arena i pezzi di oro , e coi tatto rico-nosceudogli, si abbaflano a pigliargli:e cavandone due, o tre pezzi , non sicurano di altro, e vanno via : e nonvi ritornano , se non finilcono di spen-dere quei pezzi : perche sono genti da-te al vivere , non al guadagno . Rac-cönta , ehe porto in Siviglia , e nell’Italia alcuni di quei pczzetti mediocriper farne )a prova : e senza metterglia suoco , ed avergli purificati , si tro-vb oro di ventitre carati , ehe e puregran cosa.Descrive anche 1 ’ abbondan-za dell’ oro, e dell’ argento di quei Re-gno •- e ehe, fecundo Antonio de ErrerarasWlftor. gener.dell' Indi e asserim, ehein tutte quelle non si trova oro , eheuguagii ne' suoi carati quello di Val-divia, Provincia dei Cile, se non queifamoso di Catabaya : e ehe quando silavoravano quelle Miniere , prima diribellarsi gl’ Indiani, cavava un’ India-no da quelle venticinque , e trentapesi di oro, ehe important» piu di quat-trocento , o Cinquecento Real! di ar-gento . Molti dicono , ehe gran part#ddl’oro, ehe nascondeva l’Inga ne’fuoitesori, loportavano dal Cile . Raccon-ta ancora nel lib.4.cap. iy.laricchezza,e liberalitä dei Marescialle D. Diegode Almagro , ehe governava Io stessoRegno , il quale di ede di mancia aduno circa ventimila scudi; e dovendo-si nel Cuzco sondere grand’ argento percavare la quinta parte al Re , si suferoancora molti anelli d’oro : e desideran-do Giovanni Lopez avere un’anello diquelli, lo dimandb alio (le/To de Alma-gro , il quale usb tanta liberalith , ehenon solo gli die quello ; ma volle , eheaprisie le mani , e pigliafle quanti in
quelle capiflero ; ecomandb ancora»ehe gli foffero dati quattrocento pesiper la sua moglie. Cosi a BartoIomme°Perez, ehe gli presentb uno Scudo , 1 ofece contraeambiare con quatt.olentopesi, e con un vaso di argento di cen-to libre in circa , ehe avea per manichidue Lioni di oro, ehe pesavano treceu-to quaranta pesi.
8. Olao Magno trattando de’Pescidei fiume Nero della Finlandia in Hi -for. feptemptrional. lib. 2. cap. 17. cosifer i fle: Producit etiam Trebittm / is:emtfflate nigrum , ac hieme candidum , qui( ut Alberto lib. 24.placet) in Oceanoefficitur macer , & cum pedalis fit,pinguedinem habet quinque digitorum,qUit sale condita , aurum ex aquis ,quamvis in profundissimas deciderit ,extrahit , & de fundo facit fluBuare .Tutto cib riporta Antonio Torquema-da nel luo Giardino di Fiori curiosi. ,Tratt.6. tradotto dallo Spagnuolo nell'Italiano idioma , in cui cosi si legge :Trovafi in quello un Pesce chiamatoTrevio , ehe nel verno d molto nero , enell ’ estate Z bianco,ilquale ha una pro -prieta maravigliofa , ehe infalandolo ,ed avvilnppando la sua grajjezza ad unacorda , e mettendola in alcunfiumefinoalfondo', sie nell'arena vi e qua/che oro,se gli attacca ,e lo porta di fiopra , aneor -elfe i prani fijjero grandi e pesanti: doveehe alcune genti l' hanno per esercizio , ese nefifientano . Ben 11 feorge , ehe ilTorquemada altera la relazione di Olao,da cui l’ha prela : e non fappiamo acui si debba dar sede ; ancorcne ambi-due le relazioni fieno sospette di savo-la . Mol te cose senza dubbio , spezial-mente intorno gli Uomini , e gli Ani-mali , ehe sono pure favole , ha lo stes-so Torquemada credute per vere, lequali nelle nostre DiJJertaxioni abbia-mo avuto la cura dimostrare , da altrianche riferite ; onde il suo libro, an-corche erudito , bisogna leggersi concautela. Narra tra le altre xnaraviglie,