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Tomo II.
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Delle Pieire Metallicbe . Cap. rill. 107

Centro da diecc, 0 dodeci piedi. Rac-contail Majolo Co//o^«. 19. Tom. 1 ehenellaCitta di 8. Domeuico nel MondoNuovo,si cava 1’ oro a modo delle pie-tre , e si trovarono rozze zolle di oro,ehe pesavano tremila seicento ducati,e furono possedute dal CommendatoreBovadiglia , Spagnuolo . Altra rozzamassa di fette libre,stimata di prezzo disettecento ducati, fu data al Regio Te-foriere Passamonte $ altrelibre cinquedivalore di ducati set.ecento, si trova-rono , come narra 1' Oviedo lib.G.delt ’Iflor.AelTlnd.cap. 8. Scrisse ancora Pie-tro Martire , ehe si trovd una zolla dinoveoncie , ehe dal Nojeda tu man-data al Re di Spagna ; ed altra ancoradi venticinque oncie trovata presso iMonti Cibavi , ed altre ancora di mi-nor peio . Questa grande abbomlanzadi oro , ehe neiPlndia si trovava, e sta-ta certamentejnaravigliola: ed in Col-lao , Provincia, si trovb il Tempio delSole tutto coperto ne' muri di piastred’oro , edi argento , e limili Tempietano in altri luoghi del Peru . Narra-no , ehe dal Cufco , Cittä e Reggia diquei Regni , fi mandarono al VicereSpagnuolo duecento Uomini caric^i dioro , di cui lUormarono piastre di tan-ta grandezza , ehe ciascheduna di esseappena si potea muovere da dodeciUomini uniti . Dicono , ehe CarloV.Imperadore fece una Leggc,che nonera grave , e ehe gl’ Indiam per esseredispensati dalla stessa , mandarongliventiuno millionidi oro j e soggiugnelo stelso Majolo: Totidem etiam mi ilio-»es eorundem ducatorum Thilippo ipsiusCar oli filio alter, illorum Indorum Le-gatus posteh obtulit. Idem Surius eodemanno i ss8. qui & illud addit , quodfere videtur incredibile , & prisca sso-mana potentia etiam inaudi tum septemdecades millionum auri ab Indis iu Pii-Jp/tniam delatas , totidemque decadesmillionum auri ex margaritis , gem-mis , unionibus , ac reliquis lapidibus ,

rebusque pretiosioribus novi Orbis\ pra*ter aliam summam , quas annis quadra-ginta in ipso Orbe novo subigendo ', S-muniendo in milites , «$- Pr asellos Ca-saris consumpta efl , unde non efl ambi-gendum Orbis novi Indos proximi ad Ro-manorum opes suis opibus accejfijse.

14. L’altra maniera , in cui Porosi trova, e , ehe si vede in alcuni luo-ghi uscir dalla terra a guisa delle pian-te . Descrivendo il Porcacchi 1 ’ KolaSpagnuola dice , ehe tra la Provinciadi Huabo , e quella di Cajabo vi c unpaete sterile ,e dilabitato , in cui asser-mano essere il principio della minieradi tutto 1 oro , ehe e in queil’Ilbla , cehe sra quei Monti si vede , ehe esce aguisa di pianta suor della terra l’orofinisiimo di continuo , cd a guisa dclleviti andarli avviticchiando intornoagi i alberi > D;ce anche il Berenguccioavere udito , ehe in alcuni luoghi dd-iTlngaria in certi tempi, a limilitudinedel 1 erbette,tuor della terra n’ e germo-gliato Poro purijTlmo , av \ohicchiatocomegambo di vite alle sterpi, ehe ivisono, di grossezza di un filo di spago, cdi lungbezza di quattro dita , e quasidi un palmo . Della stessa lsola Spa-gnuola ne fa pur menzione il Majolo,e ehe sorge dalla terra a guisa de’srut-ti , e ehe serpeggia presto gli alberi,a' quali ii uni(ce,a modo di vite , comedice Pietro Martire : e ehe pure nellaPannonia riferisce !o st esso il Fuigosiolib. i. c. 6. Si mostra dubbioso in ci 5 »crfdere il Majolo,e porta due esempj diAristotile, ehe nel lib.Admirabii. c.40.e 4s. narra esscrsicosi vedutocrescer 1’oro.Teme,che cih lia favoloso, e ehe siameno verilimile quelche disse nel Cap.41. il medesimo Aristotile: In Cybro ju-xth Tirrhiam nuncupatum as fieri,quodiri parva frttsta di/Jecantesfeminant, at -ane imbribus fallis aupettir , <H» exit,pofleaqite col/Jgitur . Il Majolo tuttocib stima, se e vero, ehe sia miracolo diDio: e soggiugne, ehe nella nostra Ita-O 2 lia