Ili IßorJelle Gemm*> e äells Pistre di Gincinto Gimma. Lib.V.
ut cum flumina multitudine consume-rentur , opes tamen Regia super ejjint .Dicono Erodoto , e Plinio , ehe Pitiodei Ia Bitinia astai ricco , nel pastaggiodiede dei suo a inangiarea tutto 1'Eler-cito , e la paga anche a’Soldati . Minac-cib Serie alle volte di metter Nettunoin ceppi ? di oscurare il Sole , di spia-nare i Monti , ed uguagliare alia terrai Mari. Scrisse al Monte Ato, ora det-to Monte Santo , ehe non ardisse collavastezza de'suo i fassi ritardare il viag-gio, perche 1’avrebbe a pezzi fatto ta-gliare , e gettar tutto in mare . Formonn ponte di navi , ehe giungeva da'confini dell’Asia sino all’Europa j poic-che Abido, e Sesto erano Citta dilgiun-te. dal mare per lo spazio di un miglio,ecol ponte le congiunse . Ma\eggen-dolo poi rotto dalla tempesta , coman-db,che battessero con duri coipi il ma-re, lo lepastero con catene , e lopun-gedsero con ardenti punte di serro;scioccamente credendo vendicarli diNettuno : e rinnovb il ponte . GiuntojnTracia , per tu gib il Monte Ato al-tissimo : e secondo Plinio lib. 4 . cap.io.a continente abscidit , sacendo panarviil mare per mezo ; acciocche indi na-vigando entraste in Grecia . Divise va-sti humi in varj rami, e ruscelln riem-pi i laghi, uguaglib le Valli, e fece al-tre stravaganti risoluzioni . Rimirandoda un luogo eminente di Abido il suoEfercito , e le Navi tut te , li rallegrbprima, e li siimb beato, considerandoil gran dominio ; ma pianse poi , per-che tra cento anni non vi sarebbe pur’uno di tanto gran numero di Uomini.Leonida Re di Sparta , quando si udi ,ehe Serse era nell’Europa paflato , conquattro mila soldati ii pose alle.Ter-mopile, luogo stretto tra la Grecia, ela Testaglia ; e per tre giorni continuiavendo combattuto , oslervando nelquarto, ehe da ventimila Persiani si te-neva la cima dei Monte , confortb iCompagni a ritornarsene nella patria»
per serbarsi a’bisogni di quella , e re-sto con soli seicento Lacedemonj com-battendo con furore i sinclie vittoriolisuron morti . Serie di due coipi ferito,scorgendo morti due suoi fratelii , eventimila soldati , sdegnato inandbasaccheggiare il Tempio di Apolline inDelio, per vendicarli di quel Dio ; madice Giustino , ehe manus tota imbri-bus , & fulminibus deleta est , ut intel-ligent , ^uantd pravior offensa Deorumesset , tanto nullas ej]e hominum adver-sus Deos vires . Fece bruciare A tenepriva di llomini , ed altrc Citta lafortuna dei mare sperimentare volen-do , fu nella battaglia navale vinto daTemistocle nello Stretto di Salamina .Conligliato da Mardonio ritornb' iu1 er sia j ma ritrovando rotto il ponte diAbido dalla tempesta, postoli in unabarchetta osiaScasa dePelcatori , tut-to tremante ii fe portare alia riva , pertornare nel Regno suo con infamia ed.ignominia. Mardonio piu volte vintofuggi pure , lasciando a’ Greci tuttoi’ Oro Persiano , i quali se lo divisero ,in abbondanza a ciascheduno la por-zione toccando , con cui si ristorh Ate-ne.Datoii poi Serse ali’ ozio , ed alialufluria , cprometfendo premj a chiinventafle nuovj modi di piacerc, eda’luoi odiato, anche per lodanno da'Greci ricevuto,fu da Artabano suo Zioe Presetto, ammSzzato nella Reggia, il.quale difle ad Artaserse,fig!iuolo mino-re di Serse , a ver Dario il maggioreucciso il Re . Lo stello Arcaserleammazzo pero Dario : e perche voleapoi Artabano usurparsi il Regno, chie-dendo ajuto a Baccabaslo principal Ba-rone , dallo st e sto informato della sce-leratezza di Artabano , fingendo di vo-ler seco cambiar la lorica lua , ehe eracorta , quando lo vide spogliato , l’am-mazzn, e fece poi perire fette suoi si-gliuoli .
20 . Serse stesto fece im Platane dioro , sotto cui sedere solea, come ne sa
men-