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Tomo II.
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Delia Pietra Filosoßca degli Alcbimißi . Cap. VIII. Art. XIV.

gli non perbsegli dee *, perche segulegli la ricevuta opinione degli Ansi-ehst, da'Moderni eia mostrata favolosa.Cosi ancora, se da^egli tutta la virtu alSole di formar 1’oro ; altri la danno alfuoco sotterraneo ; anzi al fuoco cen-trale.'

l6. Uno de’piu sorti argomenti,cherecano gli Alchimisti, e certamente ilpiu debolejmentre asseriscono,che possa1 Arte imitar la Natura , e cosi. formar1’oro nella stelsa maniera , con cui for-ma varj animali, ehe dell’Oro sono pilipersetti ; applicando a&iva pajfivisi co-me dicono . Stimano, ehe li faccia dalBasilisco,erba, lo Sgorpione , dagli Ati-ni le Vespe, da’ Cavalli lo Scarafaggio,da’Muli la Locusta: cosi di tanti altri.Questa formazione di Animali coli’ ar-tete alferita , e confermata, non solo da-gli Alchimisti, e fuoi difensori; ma da’Contraddittori ; t-perh una favola ma-nifesta, anzi una delle favole celebrareper vere dagli Anrieh i ; poicche fartida’suoi parenti , e da’luoi simili ognianimale ; cosi le piante da’ suoi semi,non coll’arte : e una verita manifestatacolle osservazioni ila’Moderni j e pure1’abbiamo dimostrata diffusamente in ■tutta la nostra Dissertazione De Fttbu -los.Animal. e molte ancora in varj luo-ghi di questa Istoria le dimostria-mo ; perbqui non vogliamo trattener-ci coi ripeterle . Cosi ancora ogni pic-ciolo Animale , anche di que! li,' ehe ap-pellano lnfetti , ed ogni minutissimapianta , ehe tra le spontanee era nume-rata , ti forma dalPuova, e da’semi stel-ln loro spezie . Sara qualclft volta ac-caduto , ehe alcuno animale abbia de-posto le sue uova sopra le carni di qual-che rnorto animale, come fa la Moscaanche sopra le carni , ehe per lo cibosono serbate , e fanno , lecondo il lorocostume, tutti gl' lnfetti : e dalla carnestesla nascendo,in forma di vermi, quell’anmnaletto volatile : hanno fermamen-te creduto, ehe sia nato dalla carne,non

stalle uova de’suoi parenti. Da cih benii conosce quanto debole sia la Filosofi*d’ alcuni Alchimisti, ehe assermansto perveriti molte cole , ehe sono fa\ olose,stimano saper penetrare i segreti dellaNatura piü nascosti, e superar coll’ar-te le forze della medesima , ehe nellesue operazioni e sempre maravigliosa.I J u6 ben 1’artc imitar ia Natura ma im-perfettamente , non giä uguagliarla , eiuperarla.E’la Natura Tordinana dilpo-lizione di Dio nelle cose create ; cioönelle Creature,come disse Buggier Lac-cone j ed affermö Fabio, riferito anchedalP. Delrio : Imitatio , qua artis estpropria , nunquam tam feliciter Natu-ram exprimit: quin inter hanc , il-lam fsmper aliquid interfit ; ipfaqite ve*ritas pluribus parasangis sua sequentemvestigia hypocrifin post se relinquit . A’molti esempj, o ragioni, co i quali, afavor degli Alchimisti, pretende GianoLacinio dimostrare , ehe possa 1’ Arteformar 1’Oro , e purgare colla forza deifuoco i metalli impuri , e cuocergli,ac-ciocche Oro divenir possano ; luppo-nendo poter dare al solso , ed ali' ar-gento vivo,stimati materia comune de’Metalli, ehe dicono i fette Fratelli,unavaria mescolanza e temperatura, e cosimutar 1'uno nellaltro : largamente harisposto,tra gli altri, Girolamo Cardanolib.io.De Variet.cap.<; i. ancorche a tut-te le vane e false scienze sia stato congenio particolare applicato. Rispose an-che ad alcuni il p. Nazario, coi seu ti-mento di varj Filosofi : e gi:\ le rispostedello stelso le abbiamo brevemente ri-ferite . Si avvilisce il Berengucci nellasua citata Pimtecnia , considerando ilnon poterii conoscere le virtu intrinfe-che delle cose , e le particolari potenze,e ’1 poter ministrare i calori simili a’na-turali, e dare ii rimedio a tanti impe-dimenti , ehe inavvedutamente s’in-

terpongono . Attesta avere uditole la-mentazioni di molti Alchimisti , chiper avere sparlo ptr sinistro caso laX r com«