1 6 4 Iß er Adle Gemmen delle Pietre di Giacmto Gimma,Z>ib.V.
composizione tutta tra le ceneri : chieffere stato ingannato dal troppo fuoco,er cui le sostanze de’Minerali si eranoruciate : chi per avere avuti^ tristi , edeboli materiali : chi per eiferst rotte leboccie: e chi in altri modi, per coprireo l’ignoranza , o la froste. Stima impof-libile trovarsi Alchimista , ehe abbiaarte da trarre (la un corpo metallico , oaltra colh, lo fpirito luo radicale , e ri-tornarlo a sua posta : far vtgetevolequelche non t tale , come larebbe il pa-ne , l'erbe : i frutti coi caldo , e dige-ftione artificiale, convertire in carne ,come fa la Natura . Come de’legni ab-bruciati, e convertit! in carbone , con-fonne sono le ceneri de’Metalli, st pof-sano far pullulare degli altri. Come stposta formare un’Uomo , un’animalecon carne , ed ossa,fuori dei ventre fem-minile , ed animarlo . Far nascere al-bero , ed erbe colfarte, senza il loro le-rne naturale. Far frutti separati dall’al-bero, dandogli le forme, i colori , eisapori , come i naturali z ed ancorchela dicano trafmutazione di una speziein un’altra , e non creazione ; non po-tendost trasmutare una cosa senza la suatotale distruzione . Sono molti gfim-pofllbili, chegli Alchimist! proinetto-no poterii fare coli’ Arte loro , collaquale si dicono veri Filosofi j ed e trop-po stomachevole la loro luperbia,dicen-do , ehe non solo imitar postano ; masuperare la Natura. Dice con ragione iimedesimo Berengucci , ehe larebbe u ngrande errore degli Nomini, perdere iltempo nelle altre Scienze, e nelle Arti,e 1 a sciar d’imparare 1 ’Alchiraia tantoutile, tanto degna , quanto la predica-wo: avendo forza di produrre cose pre-ziose, e piü persette in maggior quan-tita , e con piü comodita, che non fala Natura.
* 7 . L’altro foro forte argomento e. sp ei 'i e n2a ; perche riferilcono mara-viglie , e varie novellette , ed eseinpj»ehe 1’oro st sta piü volte latto coli’Arte,
Molti si riferiscono nella Storia dellaTralmutazione Metallica da Evvaldode Hogelane : da Cornelio Marti no diAntuerpia in An a lysi Lopjca r.8. Danie-le Sennerto /. s. Nat. hiß. scientia c. i.dice elser cib nel luo secolo approvato.Dicono esser noto quelche in varj luo*ghi operb Alefsandro Sedonio Scoto,spe-zialmente in Colonia : Giovambatista.Elmonzio nel tratt. Arh. Vita Oper .pag.lyy. nel lib. De Vita aterna -,verso ilfine, pag. 7 q 7 . e piü diffulamente DeMonjir. tkef. §. s8. e seguenti pap y . 6 ji»Amsel. Harcclorlier in Specui, ksftor. 8.1 ’Elvezio in Vitulo Aureo c. pap. 26.e varj altri. Andrea Libavio nell'Ap-pendice al lib. De Nat. Metallor. altrelllorie riferisce: e porta le parole anco-ra di Cio: Francesco Pico lib. 3. cap. 2.il quale attella, ehe Nicolu Mirandola-no, Religioso dell’Ordine de’ Minimi,formb in Bologna fargento , in CarpiForo dal rame , e piu Volte in Gerula-lemme . Che Apollinare de’Predicato-ri attestb a molti amici, aver’ egli piüdi venti modi da far Foro vero : e cheinVenezia da poca cosa , che appenaeccedeva un granello di pepe,abbia fat-to un gran pelo di oro dalFargento vi-vo . Che nel suo Stato con una cosa »quanto un granello di grano di colorcenericcio , mutb un’ oncia di argentovivo in argento . Che un suo amicopiü volte lo fece in lua presenza ed inpiü maniere . Che vide a forza di acqu®dal rame cavare argento . Che un altroquando gli piaceva, da suoi fornelli ca-vava l’Oro, che nelle pubbliche botte-ghe vende^per puriisimo,e che era ric 4chillimo . Che vide unaltroricco , ilquale facea dal rame argento » ed orocon un sugo di una planta. Che un po-vero, essend ogli stata in sogno mostrataun aequa , fece 1’oro, e due volte in oroconverti il ferro , e tre , o quattro voltelo fece dall’Orpimento . Che ujsaltroin vero argento,mifchiato con oro, mu-to Fargento vivo. Vide dal Cinabrio,
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