Band 
Tomo II.
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l8r IßorJelU Gemme] e äelle Pietre di Giacinto Gitnma . LihJt.

il loro sapere , eia loro arte, con gli amici; e dopo varj discorli, f'acti in varjtempi, in varj meii, spiegano alla 6nsl’intenzione loro , rnostrando liberalitägrande , -ed effetto della grande amici-zia , ehe volentieri farebbero partecipel’amico del gran guadagno , ehe after-mano esser certo , fe egli concorrera aparte della spesa.Rimangono perb spei-sn spesso delusi , poicche gli amici, dal-raltrui sperienza ammaestrati, ehe percortesia, o per altro riguardo gli dannograta udienza, e mostrano , ehe abbianfede al valor loro , ehe promettono : sichiudono poi l’orecchio, quando li trat-ta di vederli also spendete obbligati.Ma pur molti piu volte sono nella reteinciampati: e dopo , per eifere moltocreduli , avere speso per altrui soddi-sfazione, ii sono lenza frutto pentiti deldanno a loro accaduto, e per loro scioc-chezza ricercato.

98. Dagli Alchimisti,che l’Arte lorocon inganno esercitare si veggono,vuo-leGregorio Reilchio, nella sua Marga-rita Philosoph.lib.y.cap. 2s. ehe ognunosi guardi . Sono spezialmente iospet-ti, quando fingo no avere avuto Ricettesperimentate da’Principi, o compratea gran prezzo da Uomini , ehe moltocelebrano , colle quali fissar possono1’ Argento vivo per formare 1 'argentovero, o tingerlo a’gradi dell’oro, 0 coa-gulatio, o aumentar,l’oro stesso ; quellericchezze promettendo, di cui son pri-vi . Muove certamen te a riso il vederealcuni poco, o niente esercitati ne Ilescienze , e nella cognizione dellecosenaturali , nnzi di quelche all’ Arte ap-partiene , i quali si vantano spesso spel-so per ottimi Alchimisti , e mostranoavere gia nota o la fissazione, oh con-gelazione del Mercurio , non essendovialcuno,cheambidue i segreti abbianouniti. Tengono a memoria varie len-tende , e varj termini per sarsi crederesapienti e come ignoranti sprczzanotutti, ehe 1’Arte negano . Vivono co-

me estatici, lordi come i Carbonaj , si Ferrari : e ne’loro discorli nonaltramateria , ehe dell’ Alchimia, hanno sula lingua . Di due Alchimisti , ehe siIpacciavano dotti nell'Arte , e non sa-pevano ridurre in polvere il piombo,senza pestarlo nel mortajo , ehe in pol-vere non si riducea , n’abbiamo scrittonel lib. 1. Cap.%. e pur uno de’medesiinimedicava con Segreti Chimici , e dalui fatti: e ben sappiamo, ehe ne man-do molti ali’altro Mondo , e spezial-mente colsuo antimonio , malamentepreparato . Promise ad uno di sorinar-gli molti vasi , ehe di argento compa-rissero -> ma vi li perde lo stagno, il ra-me, eia fatica : andarono-tutti insu-mo , ed in cenere i caiboni, i danaj, ei cibi, ehe gli furon dati: ne i vasi lividero. Passato in Napoli,fu cagione dispesa grave ad un Dottore, a cui pro-mi le fare 1’argento, e buona somma discudi si perde invano : e piü si sarebbeperduta , se il Dottore , ehe ci era Mae-stro nella Pratica della Leg?e , non sifosse raccomandato a noi stelsi, ehe dell’Alchimista aveamo buona cognizione.Facea le operazioni z ma alie volte sirompeano i lainbicchi , altre volte av-venivano varie disgrazie , ehe si cre-deano a caso : ma erano artificio on-de, perluaso il Dottore, mando 1’Alchi-mista inbuon’ora : e dello stesso varieimposture riferir ben polsiamo . Permostrare il segreto , o aurnentar Poro»hanno molti 1 oro dimandato , o Dop-ple da mettere nel Crogiuolo j ma poicolPoro lono fuggiti . Veramento,se1’Arte di formar roro avessero, non la-rebbe loro necessario ricercare il da na»jo altrui. Si Scientia huius secretam -scerent , sese utique occultarent ; de the-sauro tanto gratias Deo agerent , paupe-ribus benefacerent , nec*aliarum opibusindigerent : disse Roischio . Cosi purafer isse il Purcozio: Si hac praßare pos-sunt Alchymißa , cur eos ubique premitegdlas ? Cur amicorum credulorum opes** con-