De Fulmini . Cap.Xt. Art. 111. 20 1
Voce nell’am , ehe di Ise non poterioammazzare,per avere ndito il VerbumCaro fidum eß la mattina nella Messaedaltro limil caso riserilce GiuseppeLei lardi no : ed altri ancora sono citati
da Nieola Laghi nel libro De' Miracolidei SantijJ. Sacramento , traft. 6. dift.c).Vale,pero,ii recitare con divozione Flnprincipio erat Verbum di S. Giovannicontro le tempeste. Vagiiono ancora gliAgnus Dei, ehe da’Pontefici si benedico-no : c nella benedizione di essi si prega
Iddio per la liberazione da tutti i mali $ipezialmente dalle tempeile dei mare, edella terra, da’f'ulmini , dalla grandi-ne , da’venti nocivi , da’tremuoti , da'tuoni , dalla peste, da’mali Spiriti, eda ogni altro pericolo . Si spiegano an-cora le virtu loro ne'ver si , ehe mandoUrbano V. Papa ali' Imperadore de’Greci,con tre Agnus Dei : e come rife-rilce il Magri nella Notizia de' Voca boliEcclefastici , so no :
Ralfamus , er' munda cera , cumChrismatis unda,
Conficiunt Agnum ; quod munus dotibi magnum .
Yeccatum frangit , ut Chrifii san-guis , & angit
Vragnansfervatur fimul , 0* par-tus liberatur .
Dona defert dignis : virtutem de-frui t ignis .
Yartatus munde, de fluBibus eripit
unda .
Le Cere , le Palme , ed altre cose , eheusa la Santa Chiesa di benedire , hannoaneor fovza contro i luimini, cagionatidal Demonio , quando alcuno di essecon divozione si vale , secondo la men-te della stefla Santa>Chiesa } la divinaprotezione implorando , valevole vera-mente a liberat da ogni male . Nel Ri-tu a fi Romano fi leggono le preghiere ,ciot Preces ad repellendam tempestatem.Cosi sono liate ancora instituite le Col-lette , cioe so Grazioni da dirsi nellaMessa contro le cempeste . L’ Aequa5 Vom.ll.
benedetta,tra le sue utilit^, ehe descri-W Giacomo Matcanzio in Horto 1‘astor.traB.z. Candelabri mystic deB.i .propofit.-.una e , ehe scaccia i prestigj »esovessazioni de’Demonj » onde volendoS. Liberto scacciare da un certo luogole tentazioni dei Demonio, disse al Mi-nistro : Nunc vade : aqua, quot Sacer do*tali consecratione , /ale admixto , bene-di Ha , & ad effugandam inimici nequi-tiam impraegnata est, liquorque olim iti-dem. Apostolica autoritate bencdi&us ,huc deferatur , quorum aspersione, atquelitura mox ita effugabuntur hinc iqimi-ci phantasmata , ut amplius non audeatsua inferre machinamenta : come rac-conta 1’Autore della sua Vita appo ilSurio-.Novembr. e quanta sia la suaforza contro i Demon i, la dimostra congli elempj Dauroulzio in florib. tot»,x. c./^.tit.xo. Trattando delle Vendem-mie Vincenzo Tanara , nell’ Economiadei Cittadino in Villa , stima con «indi-cio » ehe si mandano da Dio i flagelliper li peccati, o forse dal non guardar-ii le Feste: e Ioda molti rimedj lpiritua-li , come le Cere benedette » 1'Aequasanta , le benedizioni de’campi , e spe-zialmente ii tenere in quelli le imma-gini di S. Crillosoro; perche , come ri-sori (ce Alfonso Vigliegas nel Flos San-&or. prima ehe questo glorioso Marti-re rendesse 1’anima al suo Creatore , glidimandb grazia , ehe ove la sua Reli-quia, o 1 ’immagine,si ritrovasse , fossequel luogo dalle tempeste, e da’fulmi-ni preservato . Si e introdotta perb ladivozione di dipingerlo fuori delle por-te delle Citck , delle Chieso , e di altr!luoghi,per preservargli coi suo patroci-nio dalle tempeste . Il P- Vcntimiglianella Riblioteca Aprofiana a cart. 5 - 4 . ri-sor i sce dello stesso Sanco , ehe nella Ger-mania lo dipingevano in luogo,accioe-che toste veduto,per la cagione , ehe siha dal Distico, il quale appresso vi met-tevano:
Chriflophori SanBi speciem qui cuma,tuetur\ C c Ista,